L’Islanda descritta tra queste pagine non è il frutto di un itinerario geologico o di una spedizione sul campo, ma l’esito di un esercizio di immaginazione geografica condotto interamente lontano dal circolo polare.
Igor Ebuli Poletti declina la propria poetica della stasi osservando la nazione nordica da una prospettiva dichiaratamente sedentaria, mantenendo il proprio baricentro fisico a Cremona mentre la mente esplora terre ghiacciate e paesaggi vulcanici. Il volume raccoglie riflessioni e narrazioni che compongono una sorta di atlante di letteratura di viaggio immobile, dove l’assenza di esperienza diretta diventa il motore dell’invenzione letteraria. Senza mai varcare i confini della propria routine, l’autore costruisce un ritratto dell’Islanda fatto di suggestioni, proiezioni e una curiosità intellettuale che sostituisce la necessità del visto sul passaporto con la libertà assoluta della pagina scritta.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa di viaggio contemporanea
✔ Estimatori del saggismo creativo non convenzionale
Perché è diverso
Il libro ribalta il paradigma del reportage classico, rivendicando la legittimità di raccontare luoghi remoti attraverso la sola forza del pensiero e della documentazione, senza mai lasciare la propria scrivania.
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