L'integrazione tra estetica e dispositivi tecnologici rivela come gli interventi artistici possano deviare le traiettorie imposte dall'industria digitale, agendo sulla struttura stessa del tessuto sociale.
Il volume analizza il complesso rapporto tra media e arti visive attraverso un incrocio metodologico tra sociologia ed estetica. Simonetta Fadda articola il percorso teorico mettendo a confronto il pensiero di Kosuth, McLuhan e Benjamin con casi studio contemporanei e storici: dall'expanded cinema degli anni Sessanta alle pratiche di critica ai social network di Benjamin Grosser. L'analisi connette la realtà virtuale alle architetture del panorama ottocentesco, esaminando il ruolo dello spettatore nell'economia dell'attenzione, dalla lezione di Vertov fino all'ascesa degli ologrammi Vocaloid diffusisi a partire dagli anni Duemila, fornendo strumenti per una lettura critica delle dinamiche di potere tecnologico.
Per chi è
✔ Studenti universitari di discipline artistiche e comunicative
✔ Professionisti del settore pubblicitario e giornalistico
Perché è diverso
Il saggio disinnesca l'astrazione tecnologica connettendo fenomeni digitali correnti a specifiche genealogie storiche, come il legame tra realtà virtuale e i panorami ottocenteschi.
Dettagli Bibliografici
