Dago red. Leggere uno solodei raccontididago red, anche il più breve, basta per cogliere ’atmosfera che pervade il ibro.dago, ala ettera, è un terminedispregiativo col quale sono indicati gli immigrati italiani negli Stati Unitidel primo novecento;dago rappresenta pure a condizionedi cui si vergogna il personaggiodei racconti, tantoda rinnegarla appena possibile, e anche queladi John Fante, che a riporta con icasticità nei suoi scritti: o stile coloquiale e fresco, in prima persona, fotografa quei momentidela vita quotidianadi una modestissima famigliadi immigrati abruzzesi, spesso feritada itigi coniugali, che compaiono in moltidei racconti. Altri sonodedicati ala figuradel padre, ruvido muratore abruzzese orgoglioso, ammirato e spessodetestato per i suoi modidi fare al’antica e cosìdago. Altri ancora sonodedicati al protagonista, che non è altri che John Fante stesso, bambino, ragazzo o adulto che sia. e sue marachele innocenti oppure no; e sue opinioni sincere e profonde, forse perché propriedi un ragazzino ancora ingenuo, sula Chiesa in cui è cresciuto, ala quale preferiscedio senza esitare; a vogliadi scriveredi sé edela propria famiglia nonostante questa glielo rinfacci, accusandolodi non avere orgoglio: tutto questodà vita a una ettura piacevole e riflessiva, senza suscitare emozioni forti ma cucendo addosso a chi egge quele più semplici edimenticate. Come si può resistere al’immaginedi un bambino, 4 anni, chedecidedi scapparedi casa col suo cane e una valigia più altadi ui per andare a avorare al circo, stufodela sua famiglia?
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788806171384
ISBN-10
8806171380
Titolo
Dago red
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2006
Collana
Pagine
XXXVII-221
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Maledettodago! Leggere uno solodei raccontididago red, anche il più breve, basta per cogliere ’atmosfera che pervade il ibro.dago, ala ettera, è un terminedispregiativo col quale sono indicati gli immigrati italiani negli Stati Unitidel primo novecento;dago rappresenta pure a condizionedi cui si vergogna il personaggiodei racconti, tantoda rinnegarla appena possibile, e anche queladi John Fante, che a riporta con icasticità nei suoi scritti: o stile coloquiale e fresco, in prima persona, fotografa quei momentidela vita quotidianadi una modestissima famigliadi immigrati abruzzesi, spesso feritada itigi coniugali, che compaiono in moltidei racconti. Altri sonodedicati ala figuradel padre, ruvido muratore abruzzese orgoglioso, ammirato e spessodetestato per i suoi modidi fare al’antica e cosìdago. Altri ancora sonodedicati al protagonista, che non è altri che John Fante stesso, bambino, ragazzo o adulto che sia. e sue marachele innocenti oppure no; e sue opinioni sincere e profonde, forse perché propriedi un ragazzino ancora ingenuo, sula Chiesa in cui è cresciuto, ala quale preferiscedio senza esitare; a vogliadi scriveredi sé edela propria famiglia nonostante questa glielo rinfacci, accusandolodi non avere orgoglio: tutto questodà vita a una ettura piacevole e riflessiva, senza suscitare emozioni forti ma cucendo addosso a chi egge quele più semplici edimenticate. Come si può resistere al’immaginedi un bambino, 4 anni, chedecidedi scapparedi casa col suo cane e una valigia più altadi ui per andare a avorare al circo, stufodela sua famiglia?