Figli dell'arcobaleno. "Todor cercava una stella per suo figlio. [...] Una volta scelta, la stella era per la vita; il suo possessore sarebbe vissuto quanto lei". Inizia così, illuminata da una stella, la storia del piccolo Branko, che nasce in uno dei momenti e luoghi più bui del nostro passato - il 1944, lager di Auschwitz-Birkenau - per morirvi insieme a migliaia di altri zingari. Destinato, secondo una profezia, a diventare il salvatore del suo popolo, Branko sarà fortunosamente messo in salvo e poi adottato da una stimata coppia di cittadini svizzeri. Solo da adulto verrà a conoscere la sua identità e il ricco retaggio di miti che la accompagna, fissati in un testo, la Bibbia Gitana, che indica in un luogo chiamato Romanestan la terra promessa degli zingari di tutto il mondo. Branko deciderà allora di liberare il suo popolo dall'asservimento che è costretto a subire nel mondo dei gagé, i non-zingari, guidandolo verso la loro vera patria, il loro paradiso. In una lingua magica e preziosa Farhi restituisce voce e dignità a un popolo ignorato, ai margini della storia, raccontando la persecuzione che da sempre subisce e la sua aspirazione a una patria ideale. Introduzione di Maria Antonietta Saracino.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788873133216
ISBN-10
8873133215
Titolo
Figli dell'arcobaleno
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
460
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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La etteratura che iberadal pregiudizio Definire "Figlidel’arcobaleno" un romanzo sembra quasi riduttivo. Mescolando con a scrittura i propri sentimenti, Farhi fa sì che e vocidegli animi edela storia si sovrappongano, in un giocodi fantasia e realtà che permette una visione privilegiata e unica, rendendo nostri un passato e un presente spesso ignorati. Un veicolo come quelo etterario,di solito crogiolodi immagini chimeriche, tanto suggestive quanto fittizie,diventa in questo caso insegnante e rivelatoredi un passato edi un presente ignoti ai più, narrando a storiadi tutti i rom attraverso un filo rosso conduttore: a vitadi Branko. Farhi ci trasporta nela culturadel popolo romanó senza farne un saggio, ci ascia guardare a oro cucina, gli orsi, edrabarnì, e acrime, i figli strappati e ’arted’amare, rendendo nostri gli occhidei rom, rendendo nostri i oro affetti, e oro passioni, e oro viscere. Traduzione magistraledi Isabela Zani.