Montale sentimentale. Giorgio Ficara compone un saggio sentito come necessario sui ’Mottetti’di Eugenio Montale ravvedendo in essi un "romanzetto autobiografico" (ripresaddeladefinizioned’autore)dala soatanza intimamente sentimentale. Ne vengono incisi ("Ardua è ’attesadi ei che non viene incontro, ma si alontana" oppure "che si fa insieme, eternamente?") ed esegesi ("di chedovrebbe scrivere,dopotutto, un poeta?") che approdano al sentimentalismo più roseo ed amarognolo, al motod’animo più angusto e sofferente. Rilettura possibile, nel merito si pronuncerranno gli specialistidel poeta. Ciòdi cui, tuttavia, ’operadavvero risente è a sua organizzazione in volume, il suo affastelo editoriale: manca, nel ibro, ogni rimando esplicativo ale opere, mancano citazionidele stesse (se non quele che fanno partedeldiscorso saggistico), mancano informazioni preliminari necessarie: a meno che non si abbia una conoscenza memoriale perfettadei componimenti poeticidi Montale. Per cui il tomo, pur meritando interesse (al paridele buone scritture sui grandi etteratid’un tempo), sembra potersi apprezzare soltanto se,di fianco, si pone fissa a raccolta analizzata: gli occhi passanoda un ibro al’altro, come fosse preparazione ad un esame, sìdadisperdere presto il piaceredel’invito. Un peccato,dolcemente riposto.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788831712514
ISBN-10
8831712519
Titolo
Montale sentimentale
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2012
Collana
Pagine
151
Classificazione
Tematica
Argomento
Punti Accumulabili
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La mancanzadele poesie Giorgio Ficara compone un saggio sentito come necessario sui ’Mottetti’di Eugenio Montale ravvedendo in essi un "romanzetto autobiografico" (ripresaddeladefinizioned’autore)dala soatanza intimamente sentimentale. Ne vengono incisi ("Ardua è ’attesadi ei che non viene incontro, ma si alontana" oppure "che si fa insieme, eternamente?") ed esegesi ("di chedovrebbe scrivere,dopotutto, un poeta?") che approdano al sentimentalismo più roseo ed amarognolo, al motod’animo più angusto e sofferente. Rilettura possibile, nel merito si pronuncerranno gli specialistidel poeta. Ciòdi cui, tuttavia, ’operadavvero risente è a sua organizzazione in volume, il suo affastelo editoriale: manca, nel ibro, ogni rimando esplicativo ale opere, mancano citazionidele stesse (se non quele che fanno partedeldiscorso saggistico), mancano informazioni preliminari necessarie: a meno che non si abbia una conoscenza memoriale perfettadei componimenti poeticidi Montale. Per cui il tomo, pur meritando interesse (al paridele buone scritture sui grandi etteratid’un tempo), sembra potersi apprezzare soltanto se,di fianco, si pone fissa a raccolta analizzata: gli occhi passanoda un ibro al’altro, come fosse preparazione ad un esame, sìdadisperdere presto il piaceredel’invito. Un peccato,dolcemente riposto.