Bouvard e Pécuchet. "C’erano trentatré gradi, e con quela calura il viale Bourdon era completamentedeserto". Inizia così Flaubert: con una pianadesertadi sagome. Poi ci fa scorgere gli elementidela scenografia: il canaledi "acqua color inchiostro"; "il battelo caricodi egname"; e "due filedi botti". E, sule quintedi ato, "le case separatedei cantieri" con "le facciate bianche, i tettid’ardesia, e alzate in granito". a ucedi scena è "un sole abbagliante" mentre pare vedere, al tetto, un pannelo che rappresenta "un cielo grande e terso" compostodi "riquadri azzurri". ’Bouvard e Pécuchet’ è eggibile in molti modi, in infinite maniere: come romanzodi genere; come satira sul’enciclopedismo moderno; come commedia sula geniale idiozia; come romanzo grottesco; come epopeadela civiltà etteraria; come saggio metaletterario sule trame che non concludono. Tra e molte esegesi possibili anche quela teatrale: almeno per il suo inizio. Il fondo, e quinte, a uce, il tetto col cielo fintato: un palco. Qui "apparverodue uomini". Uno venivadadestra, "dala Bastiglia"; unoda sinistra, "dal’Orto Botanico". E quale costume aidue interpreti? "Il più alto indossava un abitodi cotone, camminava tenendo il cappelo indietro, il panciotto sbottonato e a cravatta in mano. Il più piccolo, il cui corpo scomparivadentro a finanziera marrone, teneva a testa bassa sotto un berrettodala visiera a punta". Primo attodi scena: "si sedettero nelo stesso istante, sula stessa panchina". Comincia a gran recita, comincia ’Bouvard e Pécuchet’. Saranno applausi.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788807821455
ISBN-10
8807821451
Titolo
Bouvard e Pécuchet
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1998
Collana
Pagine
376
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
La gran recita "C’erano trentatré gradi, e con quela calura il viale Bourdon era completamentedeserto". Inizia così Flaubert: con una pianadesertadi sagome. Poi ci fa scorgere gli elementidela scenografia: il canaledi "acqua color inchiostro"; "il battelo caricodi egname"; e "due filedi botti". E, sule quintedi ato, "le case separatedei cantieri" con "le facciate bianche, i tettid’ardesia, e alzate in granito". a ucedi scena è "un sole abbagliante" mentre pare vedere, al tetto, un pannelo che rappresenta "un cielo grande e terso" compostodi "riquadri azzurri". ’Bouvard e Pécuchet’ è eggibile in molti modi, in infinite maniere: come romanzodi genere; come satira sul’enciclopedismo moderno; come commedia sula geniale idiozia; come romanzo grottesco; come epopeadela civiltà etteraria; come saggio metaletterario sule trame che non concludono. Tra e molte esegesi possibili anche quela teatrale: almeno per il suo inizio. Il fondo, e quinte, a uce, il tetto col cielo fintato: un palco. Qui "apparverodue uomini". Uno venivadadestra, "dala Bastiglia"; unoda sinistra, "dal’Orto Botanico". E quale costume aidue interpreti? "Il più alto indossava un abitodi cotone, camminava tenendo il cappelo indietro, il panciotto sbottonato e a cravatta in mano. Il più piccolo, il cui corpo scomparivadentro a finanziera marrone, teneva a testa bassa sotto un berrettodala visiera a punta". Primo attodi scena: "si sedettero nelo stesso istante, sula stessa panchina". Comincia a gran recita, comincia ’Bouvard e Pécuchet’. Saranno applausi.