L'educazione sentimentale. Franz Kafka aveva un sogno ricorrente che appariva e riappariva nele ore più sorprendenti: al mattino presto, pocodopo colazione; nel primo pomeriggio, quand’era il tempodela stanchezza; al tramonto, mentre osservava il rosso colorare e vie e i palazzi; a sera tardi, quando finalmente si rannicchiava nela stanza, nel etto, tra e coperte. Il sogno eradi eggere, in una sala colmad’occhi, ’L’educazione sentimentale’di Flaubert: eggerla sudi un podio,dala prima al’ultima pagina, senza alcuna interruzione. Il sogno, com’è noto, è alusionedi un bisogno: Kafka sognavadi soggiogare,dominare, aver in pugno gli altri attraverso a parola romanzesca. Ma il sognodi Kafka aveva anche un valore strettamente etterario: perché il capolavorodi Flaubert e non un altro ibro, unodei tanti che pure s’ammassavano sula sedia, sul tavolo, sul comodinodela camera? Secondo Claudio Magris, in un ontano saggio contenuto in ’Itaca e oltre’, il capolavoro apparteneva alo " scrittore ch’egli aveva caro forse piùdi ogni altro e nel quale egli scorgeva il fondatore e insieme già il culminedi quela etteratura modernadela solitudine edela privazione cui egli stesso sapevadi appartenere". ’L’educazione sentimentale’, perdirla ancora con Magris, è un magnifico "libro sul niente", in cui si spasima fino aldelirio pur non toccando nula, pur non possedendo altro che i propri spasimi fino aldelirio. Una "rivelazione poetica" per Kafka, una rivelazione poetica per ogni suo ettore.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788806188481
ISBN-10
8806188488
Titolo
L'educazione sentimentale
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2007
Collana
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Una rivelazione poetica Franz Kafka aveva un sogno ricorrente che appariva e riappariva nele ore più sorprendenti: al mattino presto, pocodopo colazione; nel primo pomeriggio, quand’era il tempodela stanchezza; al tramonto, mentre osservava il rosso colorare e vie e i palazzi; a sera tardi, quando finalmente si rannicchiava nela stanza, nel etto, tra e coperte. Il sogno eradi eggere, in una sala colmad’occhi, ’L’educazione sentimentale’di Flaubert: eggerla sudi un podio,dala prima al’ultima pagina, senza alcuna interruzione. Il sogno, com’è noto, è alusionedi un bisogno: Kafka sognavadi soggiogare,dominare, aver in pugno gli altri attraverso a parola romanzesca. Ma il sognodi Kafka aveva anche un valore strettamente etterario: perché il capolavorodi Flaubert e non un altro ibro, unodei tanti che pure s’ammassavano sula sedia, sul tavolo, sul comodinodela camera? Secondo Claudio Magris, in un ontano saggio contenuto in ’Itaca e oltre’, il capolavoro apparteneva alo " scrittore ch’egli aveva caro forse piùdi ogni altro e nel quale egli scorgeva il fondatore e insieme già il culminedi quela etteratura modernadela solitudine edela privazione cui egli stesso sapevadi appartenere". ’L’educazione sentimentale’, perdirla ancora con Magris, è un magnifico "libro sul niente", in cui si spasima fino aldelirio pur non toccando nula, pur non possedendo altro che i propri spasimi fino aldelirio. Una "rivelazione poetica" per Kafka, una rivelazione poetica per ogni suo ettore.