Il perimetro del racconto si definisce tra il cortile della Vlada Aksentijevic e le sponde del fiume a Belgrado, dove la narrazione si dipana tra il volteggio dei trapezisti Darko e Mila e il suono degli ottoni.
Angelo Floramo osserva la realtà balcanica attraverso la lente di una giostra sospesa tra il reportage di viaggio e l'introspezione malinconica. Il testo alterna la cronaca delle esibizioni circensi alla riflessione sul paesaggio urbano, muovendosi con ritmo sincopato tra le coreografie delle cavallerizze e il silenzio dei poeti notturni. Attraverso una prosa evocativa della cultura slava, l'autore indaga la tensione tra l'allegria ostentata dei clown e le ferite storiche che solcano la regione, restituendo una geografia umana dove il riso e il lutto convivono in un equilibrio instabile ma profondamente radicato nel quotidiano di Belgrado.
Per chi è
✔ Lettori di saggistica narrativa di viaggio
✔ Studiosi di storia e cultura balcanica
Perché è diverso
Il volume sostituisce la descrizione geografica tradizionale con una struttura narrativa che ricalca l'estetica circense, trattando la cronaca dei fatti attraverso una cifra stilistica che richiama direttamente le atmosfere musicali e cinematografiche di Kusturica e Bregovic.
Dettagli Bibliografici
Tantissimi libri in promozione sconto
