La polvere sollevata dai passi di migliaia di pellegrini appanna l'aria tersa sopra i sentieri che conducono a Jenne.
Piero Maironi, trasformatosi in eremita dopo l'abbandono della vita mondana, diviene il centro di un fervore popolare che attira folle in cerca di guarigioni miracolose tra le mura di Santa Scolastica.
Il borgo di Jenne vibra sotto il peso di aspettative messianiche, mentre la fama di questo uomo di preghiera si espande oltre i confini del monastero.
L'attesa è assoluta.
Benedettini e contadini intrecciano storie su fatiche quotidiane nell'orto, trasformando il silenzio dell'ex nobile in una testimonianza di santità che scuote la quiete locale. La riforma del pensiero religioso auspicata da Maironi si scontra però con l'invadenza di una nobiltà romana che preme ai margini del suo isolamento, cercando di piegare l'austera solitudine a logiche di prestigio e interessi mondani.
Il richiamo delle corti non si spegne, infiltrandosi tra le pietre sacre del rifugio e minando la sincerità del gesto ascetico di un uomo che, nel tentativo di spogliarsi del passato, vede la propria identità contesa tra la devozione delle masse e la corruzione del privilegio.
Il volto di Piero rimane fisso verso l'orizzonte, mentre le ombre della mondanità si allungano sulle mura del ritiro.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa italiana di fine Ottocento.
✔ Chi apprezza il conflitto tra ascetismo e società.
Perché è diverso
Il testo scava nel dissidio interiore di un protagonista che incarna la crisi dei valori spirituali nell'Italia post-unitaria. La costruzione narrativa intreccia la cronaca popolare dei pellegrinaggi con le tensioni intellettuali di una riforma religiosa soffocata dalla rigidità istituzionale.
Dettagli Bibliografici
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