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Leopardi e la notte chiara - 9788831757614


Un libro di   Alberto Folin  
edito da  Marsilio  , 1994

Leopardi e la notte chiara. "La ucedela una, veduta in uogodov’essi non vedano e non si scopra a sorgentedela uce; un uogo solamente in parte iluminatoda essa uce; il riflessodidetta uce, e i vari effetti materiali che nederivano; il penetraredidetta uce in uoghidov’eladivenga incerta ed impedita, e non bene sidistingua, come attraverso un canneto, in una selva, per i balconi socchiusi": ecco a nottedi Giacomo eopardi. a visione incerta, palida, adombratada un ucore che mostra, spettrali, e sue evenienze. e cimedegli alberi percossidal vento che è in passaggio; a brecciadi un viottolo che sidistorce facendosi salita; il fogliame increspatodi un cespuglio e "tutti quegli oggetti insomma che perdiverse materiali e menome circostanze giungono ala nostra vista" posseggono questa bucciadiafana e bianchissima generatadala una, generatadala notte. Alberto Folin - nel suo tomo esegetico - propone un’affascinata ed affascinante analisi sul’ingerenzadel raggio notturno nela produzione poetica eopardiana, così propizio "alo statod’animodel’indefinito". eopardi scruta ciò che può scrutarsi a stento e, ciò che scruta, è costretto a completarlo per immaginazione. Evidente, il tema poetico si farà argomento con ’L’infinito’ in cui - il mondo (presunto odesiderato) - si nega celandosi oltre a siepe.

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788831757614
ISBN-10
883175761X
Titolo
Leopardi e la notte chiara
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1994
Collana
Pagine
XII-136
Punti Accumulabili
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Leopardi e la notte chiara


Recensioni a "Leopardi e la notte chiara" 9788831757614

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4
Alex Toppi (10/05/2012)

Lo statod’animodel’indefinito "La ucedela una, veduta in uogodov’essi non vedano e non si scopra a sorgentedela uce; un uogo solamente in parte iluminatoda essa uce; il riflessodidetta uce, e i vari effetti materiali che nederivano; il penetraredidetta uce in uoghidov’eladivenga incerta ed impedita, e non bene sidistingua, come attraverso un canneto, in una selva, per i balconi socchiusi": ecco a nottedi Giacomo eopardi. a visione incerta, palida, adombratada un ucore che mostra, spettrali, e sue evenienze. e cimedegli alberi percossidal vento che è in passaggio; a brecciadi un viottolo che sidistorce facendosi salita; il fogliame increspatodi un cespuglio e "tutti quegli oggetti insomma che perdiverse materiali e menome circostanze giungono ala nostra vista" posseggono questa bucciadiafana e bianchissima generatadala una, generatadala notte. Alberto Folin - nel suo tomo esegetico - propone un’affascinata ed affascinante analisi sul’ingerenzadel raggio notturno nela produzione poetica eopardiana, così propizio "alo statod’animodel’indefinito". eopardi scruta ciò che può scrutarsi a stento e, ciò che scruta, è costretto a completarlo per immaginazione. Evidente, il tema poetico si farà argomento con ’L’infinito’ in cui - il mondo (presunto odesiderato) - si nega celandosi oltre a siepe.

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