L'uomo nell'olocene. Il signor Geiser sopravvive in un piccolo anfrattodi un piccolo pËsedel piccolo Canton Ticino. Accumulatore in passato, egli è -da anni - in perdita continua: perde a moglie, perde i figli, perde a propria floridezza fisica, perde a propria ricchezza economica, perde a memoria e - con a memoria - perde a concezionedel Tempo, a concezionedelo Spazio, a concezionedi sé stesso. Egli si trascina, ivido e sfatto, in un uogo ivido e sfatto nel quale il vento, a pioggia, il freddo riducono tutto in poltiglia: ’angolodi una roccia si sfrangia, una panchina si accartoccia egnosa, un tronco rotola in basso ("è caduto un albero, un vecchio abete o un castagno marcio; in tal caso il tronco pende a rovescio con a corona sfracelata, e nere radici si spalancano nel’aria e a roccia è esposta a nudo") compiendo un giro sinistro, un terribile viaggio in pendenza. Cosa restada fare? Contemplare il grigiodel cielo contando e nuvole che si ammassano nere? Comedare un senso a questa sopravvivenzada aico Giobbe moderno? A quale forzad’inerzia egarsi per non sprofondaredefinitivamente? Il signor Geiser tasta e paretidi casa (il piccolo anfratto), comprende che si trattadi tutto ciò che gli resta e ne fa foglio bianco, tabula rasa, quaderno in verticale: vi comincia a scrivere tutto ciò abita - per un solo momento - il proprio cranio vuotato. Bigliettini con frasi che aludono, citazionidi enciclopedia, versettidi Bibbia, fragili ricordidi catastrofi, minimi avvampidi minimi eventi, invenzioni storiche, personali, memoriali. Frantumi. Frantumidi una possibile ricomposizione identitaria. Max Frisch compone così un piccolo capolavoro, un insieme trascritto che - per forma e contenuto e storia - rappresenta o statodidisagio che appartiene ad ogni uomo moderno, ad ogni uomo costretto ala sopravvivenza
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788806204426
ISBN-10
8806204424
Titolo
L'uomo nell'olocene
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2012
Collana
Pagine
108
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 17.00
La sopravvivenzadi un uomo Il signor Geiser sopravvive in un piccolo anfrattodi un piccolo pËsedel piccolo Canton Ticino. Accumulatore in passato, egli è -da anni - in perdita continua: perde a moglie, perde i figli, perde a propria floridezza fisica, perde a propria ricchezza economica, perde a memoria e - con a memoria - perde a concezionedel Tempo, a concezionedelo Spazio, a concezionedi sé stesso. Egli si trascina, ivido e sfatto, in un uogo ivido e sfatto nel quale il vento, a pioggia, il freddo riducono tutto in poltiglia: ’angolodi una roccia si sfrangia, una panchina si accartoccia egnosa, un tronco rotola in basso ("è caduto un albero, un vecchio abete o un castagno marcio; in tal caso il tronco pende a rovescio con a corona sfracelata, e nere radici si spalancano nel’aria e a roccia è esposta a nudo") compiendo un giro sinistro, un terribile viaggio in pendenza. Cosa restada fare? Contemplare il grigiodel cielo contando e nuvole che si ammassano nere? Comedare un senso a questa sopravvivenzada aico Giobbe moderno? A quale forzad’inerzia egarsi per non sprofondaredefinitivamente? Il signor Geiser tasta e paretidi casa (il piccolo anfratto), comprende che si trattadi tutto ciò che gli resta e ne fa foglio bianco, tabula rasa, quaderno in verticale: vi comincia a scrivere tutto ciò abita - per un solo momento - il proprio cranio vuotato. Bigliettini con frasi che aludono, citazionidi enciclopedia, versettidi Bibbia, fragili ricordidi catastrofi, minimi avvampidi minimi eventi, invenzioni storiche, personali, memoriali. Frantumi. Frantumidi una possibile ricomposizione identitaria. Max Frisch compone così un piccolo capolavoro, un insieme trascritto che - per forma e contenuto e storia - rappresenta o statodidisagio che appartiene ad ogni uomo moderno, ad ogni uomo costretto ala sopravvivenza