L'imbarco di André Gide nel 1925 verso l'Africa equatoriale segna il distacco definitivo tra il mandato coloniale ufficiale e la realtà osservata sul campo.
Il volume raccoglie le annotazioni personali redatte durante una missione diplomatica commissionata dal governo francese con l'obiettivo di celebrare l'espansione territoriale. Il reportage di denuncia coloniale si trasforma rapidamente in un atto d'accusa contro lo sfruttamento sistematico attuato dalle società concessionarie. Le pagine documentano abusi, corruzione e l'impatto distruttivo del sistema di estrazione delle materie prime sulle popolazioni locali. Attraverso lo sguardo di un intellettuale europeo, il testo traccia il superamento delle aspettative esotiche iniziali in favore di una critica politica che, pur mantenendo le lenti del proprio tempo, scosse l'opinione pubblica sul funzionamento reale delle colonie.
Per chi è
✔ Studiosi di storia del colonialismo francese
✔ Lettori interessati alla letteratura di viaggio del Novecento
Perché è diverso
Il diario trasforma un incarico di propaganda governativa in una testimonianza documentaria che ha influenzato direttamente il dibattito parlamentare francese sulle concessioni territoriali.
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