Il manoscritto giaceva in un cassetto polveroso, celando tra le pagine ingiallite il peso di confessioni mai destinate alla luce del sole.
Nelly intreccia le vite di due uomini, Gaston e Reginald, tessendo una trama di menzogne che riflette l'irrequietezza profonda di Jean Giraudoux.
Parigi accoglie il gioco di specchi di una donna dalla sincerità studiata, capace di muoversi tra i salotti con una levità che maschera l'inquietudine. La sua esistenza si frammenta in una dinamica relazionale a tre, dove ogni parola pronunciata è un riflesso deformato dell'animo del suo creatore. I fili che legano Nelly ai suoi amanti si tendono fino a spezzarsi, rivelando sotto la superficie brillante una natura fragile e deliberatamente opaca.
La verità è negata.
Gaston osserva il vuoto lasciato dalle assenze di lei, mentre Reginald insegue l'ombra di un'immagine pubblica che si sgretola in gesti inconcludenti. L'autore proietta in questo romanzo di introspezione autobiografica la propria tensione verso un ordine morale che non trova mai pace. La rivolta di Nelly non è un atto di sfida, ma la necessità vitale di distruggere ogni traccia di coerenza che il mondo tenta di imporle con prepotenza.
L'eco di una menzogna perfetta risuona ancora tra le pareti vuote dell'appartamento, ormai abbandonato da ogni illusione.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa francese del Novecento.
✔ Appassionati di testi sul confine tra realtà e finzione.
Perché è diverso
Il testo scardina la distinzione tra la biografia dell'autore e la sua opera, utilizzando la figura di Nelly come un prisma attraverso cui rifrangere l'identità divisa di Giraudoux. La struttura narrativa oscilla tra l'eleganza formale della commedia di costume e un'analisi filosofica rigorosa, trasformando il manoscritto inedito in una confessione crittografata sulla necessità della rivolta interiore.
Dettagli Bibliografici
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