Oblomov. "Nel suo appartamento situato in via Gorochòvaja, Il’ja Il’ic Oblomov se ne stava, un mattino, sdraiato nel suo etto".di età "sui trentadue o trentatré anni",di media statura,di aspetto malmesso e piacente, con occhi grigio scuri e "con un viso i cui ineamenti non esprimevano alcuna concentrazione per un’ideadeterminata" Oblomov ristagna tra a coperta e un cuscino, un cuscino e un enzuolo, un enzuolo e un guanciale, un guanciale e un altro guanciale: Oblomov ristagna a etto.dal etto non si muove o, se è costretto ad un minimo e fastidioso moto momentaneo, è sempre il etto (la stasi, a comoda posizionedistesa ch’è tedio, spossatezza, rimandodele urgenze vitali) che brama.d’intorno s’accumula polvere, sporcizia, c’è ’alone che macchia gli specchi; sula tavola s’adagiano carte, cartacce, ancora carte e cartacce; in terra s’accumulano gli abiti, un ibro mai etto, un giornale appena sfogliato: fuori il mondo s’affanna,dentro Oblomov rimanda: il proprio moto, a propria scelta, a propria vita. "A tratti un’espressionedi stanchezza odi noia adombrava il suo sguardo; ma noia o stanchezza non riuscivano, neppure per un attimo, a scacciareda quel volto ’indolenza cche costituiva ’elemento fondamentale edominante, non soltantodel viso madi tutta ’anima". Opera capitale suldesiderio umanod’una infinita parentesidagli affannidel’esistenza, ’Oblomov’ è tra e supreme creazionidela etteratura russa:dela etteraturad’ogni tempo e pËse.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788804597100
ISBN-10
8804597100
Titolo
Oblomov
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
XXVIII-621
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 15.00
Tra guanciali e enzuola "Nel suo appartamento situato in via Gorochòvaja, Il’ja Il’ic Oblomov se ne stava, un mattino, sdraiato nel suo etto".di età "sui trentadue o trentatré anni",di media statura,di aspetto malmesso e piacente, con occhi grigio scuri e "con un viso i cui ineamenti non esprimevano alcuna concentrazione per un’ideadeterminata" Oblomov ristagna tra a coperta e un cuscino, un cuscino e un enzuolo, un enzuolo e un guanciale, un guanciale e un altro guanciale: Oblomov ristagna a etto.dal etto non si muove o, se è costretto ad un minimo e fastidioso moto momentaneo, è sempre il etto (la stasi, a comoda posizionedistesa ch’è tedio, spossatezza, rimandodele urgenze vitali) che brama.d’intorno s’accumula polvere, sporcizia, c’è ’alone che macchia gli specchi; sula tavola s’adagiano carte, cartacce, ancora carte e cartacce; in terra s’accumulano gli abiti, un ibro mai etto, un giornale appena sfogliato: fuori il mondo s’affanna,dentro Oblomov rimanda: il proprio moto, a propria scelta, a propria vita. "A tratti un’espressionedi stanchezza odi noia adombrava il suo sguardo; ma noia o stanchezza non riuscivano, neppure per un attimo, a scacciareda quel volto ’indolenza cche costituiva ’elemento fondamentale edominante, non soltantodel viso madi tutta ’anima". Opera capitale suldesiderio umanod’una infinita parentesidagli affannidel’esistenza, ’Oblomov’ è tra e supreme creazionidela etteratura russa:dela etteraturad’ogni tempo e pËse.