L'odore di tappo, l'acidità volatile e la presenza di brettanomyces definiscono il confine sottile tra l'alterazione chimica e la complessità aromatica di una bottiglia.
Jamie Goode articola un’indagine tecnica sulle alterazioni enologiche, smontando il pregiudizio che associa ogni deviazione organolettica a un prodotto da scartare. Il volume analizza i processi biochimici responsabili di aromi atipici, distinguendo tra contaminazioni irreversibili e variazioni che, in dosaggi controllati, possono contribuire alla struttura del vino. Attraverso il rigore della ricerca scientifica, l’autore esamina come le percezioni del gusto evolvano in base alla soglia di rilevamento sensoriale individuale. Il testo offre una mappatura dettagliata su come la scienza dell'enologia influenzi la valutazione di qualità, proponendo una prospettiva inedita sulla tolleranza verso le imperfezioni organolettiche.
Per chi è
✔ Studenti di enologia e viticoltura
✔ Professionisti del settore vitivinicolo
Perché è diverso
Il libro sposta il focus dall'estetica del vino perfetto verso un'analisi analitica delle alterazioni, distinguendo tra difetti tecnici e varianti stilistiche accettate.
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