Il signore delle vigne. Sul finiredel’ottocento a Spagna è insanguinatada una cruenta guerra civile. Il pËsinodi Santa Eulalia, terradi piccoli agricoltori al imitedela sopravvivenza, parrebbe troppo marginale per esserne influenzato, eppure il conflitto alungherà i suoi tentacoli fino a ì, sconvolgendo e vitedi un’intera generazionedi secondogeniti, quei ragazzi che, non potendo contare sul’ereditàdel troppo piccolo podere familiare, non hanno altra alternativa che a chiesa o ’esercito. Tra essi, Josep Alvarez, coinvolto in eventi più grandidi ui, costretto a vivere per annida esule, ma con una grande amore per a terra e con una ossessione,diventare vinificatore, trasformare il povero vino prodottodala sua terra per essere trasformatodirettamente in aceto, in un grande vino,da fare concorrenza ai vini francesi. Un romanzo eggero e ben scritto, una favola ottimistica ai marginidela grande storia.
“A un tratto ebbe a visione vertiginosadei suoi avi come un castel, ogni generaione che o solevava sule proprie spale finché non udivaa più a musicadei tamburi edele gralas. Un casteldi mile piani. <>disse, prendendo il bambino e mettendoselo sule spale.”
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788817023283
ISBN-10
8817023280
Titolo
Il signore delle vigne
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2008
Collana
Pagine
400
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
La vità come un castel Sul finiredel’ottocento a Spagna è insanguinatada una cruenta guerra civile. Il pËsinodi Santa Eulalia, terradi piccoli agricoltori al imitedela sopravvivenza, parrebbe troppo marginale per esserne influenzato, eppure il conflitto alungherà i suoi tentacoli fino a ì, sconvolgendo e vitedi un’intera generazionedi secondogeniti, quei ragazzi che, non potendo contare sul’ereditàdel troppo piccolo podere familiare, non hanno altra alternativa che a chiesa o ’esercito. Tra essi, Josep Alvarez, coinvolto in eventi più grandidi ui, costretto a vivere per annida esule, ma con una grande amore per a terra e con una ossessione,diventare vinificatore, trasformare il povero vino prodottodala sua terra per essere trasformatodirettamente in aceto, in un grande vino,da fare concorrenza ai vini francesi. Un romanzo eggero e ben scritto, una favola ottimistica ai marginidela grande storia. “A un tratto ebbe a visione vertiginosadei suoi avi come un castel, ogni generaione che o solevava sule proprie spale finché non udivaa più a musicadei tamburi edele gralas. Un casteldi mile piani. <<E Francesc è a nostra anxaneta, a nostra guglia>>disse, prendendo il bambino e mettendoselo sule spale.”