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Seneca aggiunto a carrello

Seneca - 9788811676775


Un libro di   Pierre Grimal  
edito da  Garzanti Libri  , 2001

Seneca. Le Epistole morali a ucilio sono il capolavorodi Seneca, a sua opera più riccadi vita interiore. o scrittore e compose negli annidel ritiro a vita privata e e indirizzò a ucilio. Probabilmente non sono pervenute tutte; Aulo Gelio testimonia a presenzadi un XXII ibro. Sono 124 ettere,divise in 20 ibri, che espongono a riflessione filosofico-moraledi Seneca su temi fondamentali quali ’immortalitàdel’anima, il sommo bene, a funzionedela filosofia, adivina provvidenza, e passioni, ’amicizia, il problemadela morte, a schiavitù; non mancano anche osservazioni sula vitadel’epoca, commenti su avvenimentidi particolare interesse, critiche riguardanti a etteratura. Formalmente esse rispettano, almeno in parte, i canonidel genere epistolare; non sono però ettere private, nondanno e non chiedono notizie, ma piuttosto solecitano a meditazione e undialogo adistanza, che non prevede ’obbligo formaledela risposta scritta. Le Epistole morali costituiscono a summadel pensiero filosoficodi Seneca, concepito più come indagine su se stesso ed esortazione al’amico che come sistema organizzato. Esse non trattano maidi politica nédi fatti politici e per questo non assumono ’importanzadocumentariadel’epistolariodi Cicerone. Il filosofo infatti tace quasi completamente sula sua vita passata e sule sue eccezionali esperienze: il ricordo èdiventato riflessione ed essa coinvolge una problematica più ampia e complessa che va oltre e personedegli interlocutori. Ogni ettera è mediatricedi una saggezza inquieta, spesso autocritica, mai appagatada una risposta precostituita. Da questo epistolario, redattoda uno stoico, è possibile ricavare un ampio florilegiodi sentenze epicuree odela scuoladi Epicuro, sovente apposte come sigilo al testo. o scrittore mette in secondo piano i contrasti, al’origine radicali, tra edue filosofie, per trovarne i punti in comune, specialmente nel’etica, a vantaggiodi una verità che a compresenzadi vocidiverse non confonde. Non vi si parla maidi Claudio, nédi Nerone, ma sempredi Seneca,di un Seneca che si ritienedolorosamente abilitato a parlaredi tutti e per tutti, coinvolgendo impietosamente nela critica a propria persona: "liberare se stessidi fronte a se stessi".

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788811676775
ISBN-10
8811676770
Titolo
Seneca
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2001
Pagine
348
Tematica
Punti Accumulabili



€ 11.36

Recensioni a "Seneca" 9788811676775

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3
gigigigi (28/09/2010)

tuttodi niente Le Epistole morali a ucilio sono il capolavorodi Seneca, a sua opera più riccadi vita interiore. o scrittore e compose negli annidel ritiro a vita privata e e indirizzò a ucilio. Probabilmente non sono pervenute tutte; Aulo Gelio testimonia a presenzadi un XXII ibro. Sono 124 ettere,divise in 20 ibri, che espongono a riflessione filosofico-moraledi Seneca su temi fondamentali quali ’immortalitàdel’anima, il sommo bene, a funzionedela filosofia, adivina provvidenza, e passioni, ’amicizia, il problemadela morte, a schiavitù; non mancano anche osservazioni sula vitadel’epoca, commenti su avvenimentidi particolare interesse, critiche riguardanti a etteratura. Formalmente esse rispettano, almeno in parte, i canonidel genere epistolare; non sono però ettere private, nondanno e non chiedono notizie, ma piuttosto solecitano a meditazione e undialogo adistanza, che non prevede ’obbligo formaledela risposta scritta. Le Epistole morali costituiscono a summadel pensiero filosoficodi Seneca, concepito più come indagine su se stesso ed esortazione al’amico che come sistema organizzato. Esse non trattano maidi politica nédi fatti politici e per questo non assumono ’importanzadocumentariadel’epistolariodi Cicerone. Il filosofo infatti tace quasi completamente sula sua vita passata e sule sue eccezionali esperienze: il ricordo èdiventato riflessione ed essa coinvolge una problematica più ampia e complessa che va oltre e personedegli interlocutori. Ogni ettera è mediatricedi una saggezza inquieta, spesso autocritica, mai appagatada una risposta precostituita. Da questo epistolario, redattoda uno stoico, è possibile ricavare un ampio florilegiodi sentenze epicuree odela scuoladi Epicuro, sovente apposte come sigilo al testo. o scrittore mette in secondo piano i contrasti, al’origine radicali, tra edue filosofie, per trovarne i punti in comune, specialmente nel’etica, a vantaggiodi una verità che a compresenzadi vocidiverse non confonde. Non vi si parla maidi Claudio, nédi Nerone, ma sempredi Seneca,di un Seneca che si ritienedolorosamente abilitato a parlaredi tutti e per tutti, coinvolgendo impietosamente nela critica a propria persona: "liberare se stessidi fronte a se stessi".

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