Vertigine. “Vertigine”, edito nel’ottobredel 2010dala casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nela colana editoriale “La Quiete e ’Inquietudine”, è una raccolta poeticadi Marina Guarino. “Vertigine” constadi quasi novanta pagine. e iriche presenti nela raccolta sono colmedi espressioni edignitosi sentimenti. Uno stile scabro ma non schivo. Presentidegli aspetti biografici che si celanodietrodei passaggi veloci. Marina Guarino è un’autrice che esprime attraverso a sua poesia un senso eticodi grande ivelo sancitodale sue eggi edal suo rigore verso a pacifica convivenza tra gli esseri umani. “L’iniziodela giornata è già undelirio/ fuggirei e ore che s’inseguono/ e se avessi foglio e matita/disegnerei a mia tranquilità// e stradedissestate urlano silabe curve/ gente confusa s’infiladentro gli angoli/ scioltadal caloredi un’estate/ che si trascina edomandedi sempre// penso che non ho ildirittodi amentarmi/ e sodove appoggiare a stanchezza/ ma gli sguardi che incontro sono mascheredi cera/ e mi sento cattiva come filo spinato.” "Delirio"
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788896418994
ISBN-10
8896418992
Titolo
Vertigine
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
88
Punti Accumulabili
€ 10.00
Vertigine “Vertigine”, edito nel’ottobredel 2010dala casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nela colana editoriale “La Quiete e ’Inquietudine”, è una raccolta poeticadi Marina Guarino. “Vertigine” constadi quasi novanta pagine. e iriche presenti nela raccolta sono colmedi espressioni edignitosi sentimenti. Uno stile scabro ma non schivo. Presentidegli aspetti biografici che si celanodietrodei passaggi veloci. Marina Guarino è un’autrice che esprime attraverso a sua poesia un senso eticodi grande ivelo sancitodale sue eggi edal suo rigore verso a pacifica convivenza tra gli esseri umani. “L’iniziodela giornata è già undelirio/ fuggirei e ore che s’inseguono/ e se avessi foglio e matita/disegnerei a mia tranquilità// e stradedissestate urlano silabe curve/ gente confusa s’infiladentro gli angoli/ scioltadal caloredi un’estate/ che si trascina edomandedi sempre// penso che non ho ildirittodi amentarmi/ e sodove appoggiare a stanchezza/ ma gli sguardi che incontro sono mascheredi cera/ e mi sento cattiva come filo spinato.” "Delirio"