I sentieri del cielo. Calabria, 1863. Sulle montagne remote della Sila, nello scenario mitico di una natura maestosa e selvaggia, lo squadrone di cavalleria guidato dal maggiore Albertis insegue una banda di ribelli capitanati da uno spietato guerrigliero contadino, Evangelista Boccadoro. L'intero sud è in fiamme, e gruppi di combattenti armati sono in rivolta contro l'esercito calato nel meridione dopo la spedizione dei Mille e la caduta dei Borboni per annettere le regioni dell'ex Regno delle due Sicilie a una nuova nazione: l'Italia. La prima guerra combattuta dallo stato italiano è un conflitto etnico scandito da atrocità e massacri, stupri, fucilazioni e migliaia di morti fra i banditi, i militari e la popolazione civile. E così anche il duello ossessivo e tragico fra il maggiore Albertis e Boccadoro semina una lunga scia di sangue in una terra arcaica, misteriosa e dilaniata da una povertà sconvolgente. E soprattutto, agli occhi dei soldati italiani, abitata da un popolo di barbari superstiziosi e primitivi che non vogliono sottomettersi alle leggi della civiltà.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788817019958
ISBN-10
881701995X
Titolo
I sentieri del cielo
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2008
Collana
Pagine
326
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 19.00
I sentieridel cielo Il romanzo, ambientato al’indomani (1863)dela proclamazionedel Regnod’Italia sotto adinastiadei Savoia, prende spuntodala otta al fenomenodel brigantaggio sorto nel’Italiadel Sud, in particolare in Campania e Calabria, e sviluppa praticamente a sua azione nel’impervia e solitaria zonadela Sila. Per a verità, il romanzo non sembra soddisfare e attesedel ettore, che, forse, si aspetta sindal’inizio una vicenda più intricata e complessa; in sostanza, ’azione si condensa semplicemente nel’ inseguimento che undrappelodi soldati sotto a bandiera sabauda opera in territorio silano per sgominare una bandadi briganti comandatadal feroce Boccadoro. a tramadel romanzo si presenta, pertanto, piuttosto poveradi contenuti, mentre, al contrario, abbondano e parti meramentedescrittive (che, in qualche caso, arrivano anche ad annoiare), quasi che ’autore ci trovasse un gusto tutto personale. I temi più reali e profondidel brigantaggio vengono trattati solo in superficie, e ’autore sembra addentrarsi in quel tragico periodo storico post-unitario, che fu una vera e propria guerra civile tra “italianidel nord e italianidel sud”, solo perdescrivere atti barbarici e sanguinari. Nel complesso, un romanzo che nondecola, impastoiato in una trama esile, che ascia il ettore con ’amaro in bocca per un interesse ala storia che ’iniziodel ibro promette e che, purtroppo, fino ala finedel ibro non mantiene.