La persistenza delle cose
- 9788874182039
Un libro
di
Alessandro Hellmann
edito da
Prospettiva Editrice
, 2004
La persistenza delle cose. Nel recensire “La persistenzadele cose”di Alessandro Helmann, è necessario avviare una riflessione sul’indagine fondamentale che ’opera, prendendo spuntodal’esperienzadel poeta, conduce sula naturadela condizione umana. ’uomo, secondo il poeta, per tradurre in atto il suo insito anelitodi eternità, si affida a quantodi più fugace ed effimero egli conosca: a materia. ’essere umano,dunque, per rappresentare appieno o spiritodi trascendenza che o pervade, scegliedi conferire misura, razionalità e proporzione ala materia, ovverodi suscitareda essa belezza ed armonia.diviene cioè egli stesso “creatore”, capacedi rendere immortale a sua creatura, plasmandola secondo a propria immagine, ovvero promuovendola a simulacrodi individuale razionalità. Così è per ’artista, il quale, avvalendosidi sensibilità e creatività, è in gradodi trarredal nula a magnificenzadel’operad’arte. ’oggetto stesso assume così ’improntadeldivino, incarnando a vera contraddizionedela natura umana: il nula, impastato con il pensierodel’uomo, rasenta a trascendenza. Così per il poeta-compositore Helmann e parole e a musica stessa, entrambe originateda periodiche compressioni ed espansionidi particeled’aria (edunque “fatte”di materia),divengono custodidi pensieri ed emozioni in gradodi sopravvivere al’autore stesso. Analogamente il pittore trËda sostanze chimiche (coloridi materia) e solventi ’immaginedi un ricordo odi un pËsaggio, fissando un attimo che, tuttodi materia, vive per ’eternità. Una tale concezionedel’arte, in realtà, non è nuova: il mondo pagano si avvalevadi “oggetti” per eternare e gestadi un condottiero o il sembiantedi uomini insigni che si fosserodistinti per il oro contributo ala vitadela comunità, realizzando magnifiche opere monumentali,destinate a “persistere” nela predicazionedi un messaggio o nela perpetuazionedi una storia. Nel’operadi Helmann il ruolodi perpetuare a memoria ed il vissutodegli uomini è restituito agli oggetti comuni, anche i più umili, che popolano e nostre case e che sonodestinati comunque a sopravviverci. Questi oggetti “familiari”, come una speciale pelicola fotografica, hanno a capacitàdi “impressionarsi” al cospettodegli eventi, rendendodisponibile una traccia che, ricorrendo ala propria sensibilità poetica, ’autore riesce adecodificare, svelando il misterodele molte esistenze che con essi hanno incrociato il oro cammino.dunque gli oggetti, anche i più umili e reietti, ci sopravvivono. E parlanodi noi. Tale coscienza, sempre presente nel’autore, non conduce, come potrebbe apparire in prima istanza, ad una visione materialisticadela vita, vicina ala concezione pagana, bensì ascia spazio ad una religiosità ispirata e irrazionale che coglie il sembiantedeldivino nel’epifaniadi un attimo, nela percezionedi una sconfinata ed aperta belezza.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788874182039
ISBN-10
8874182031
Titolo
La persistenza delle cose
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2004
Collana
Pagine
96
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 7.00
La struggente persistenzadela materia Nel recensire “La persistenzadele cose”di Alessandro Helmann, è necessario avviare una riflessione sul’indagine fondamentale che ’opera, prendendo spuntodal’esperienzadel poeta, conduce sula naturadela condizione umana. ’uomo, secondo il poeta, per tradurre in atto il suo insito anelitodi eternità, si affida a quantodi più fugace ed effimero egli conosca: a materia. ’essere umano,dunque, per rappresentare appieno o spiritodi trascendenza che o pervade, scegliedi conferire misura, razionalità e proporzione ala materia, ovverodi suscitareda essa belezza ed armonia.diviene cioè egli stesso “creatore”, capacedi rendere immortale a sua creatura, plasmandola secondo a propria immagine, ovvero promuovendola a simulacrodi individuale razionalità. Così è per ’artista, il quale, avvalendosidi sensibilità e creatività, è in gradodi trarredal nula a magnificenzadel’operad’arte. ’oggetto stesso assume così ’improntadeldivino, incarnando a vera contraddizionedela natura umana: il nula, impastato con il pensierodel’uomo, rasenta a trascendenza. Così per il poeta-compositore Helmann e parole e a musica stessa, entrambe originateda periodiche compressioni ed espansionidi particeled’aria (edunque “fatte”di materia),divengono custodidi pensieri ed emozioni in gradodi sopravvivere al’autore stesso. Analogamente il pittore trËda sostanze chimiche (coloridi materia) e solventi ’immaginedi un ricordo odi un pËsaggio, fissando un attimo che, tuttodi materia, vive per ’eternità. Una tale concezionedel’arte, in realtà, non è nuova: il mondo pagano si avvalevadi “oggetti” per eternare e gestadi un condottiero o il sembiantedi uomini insigni che si fosserodistinti per il oro contributo ala vitadela comunità, realizzando magnifiche opere monumentali,destinate a “persistere” nela predicazionedi un messaggio o nela perpetuazionedi una storia. Nel’operadi Helmann il ruolodi perpetuare a memoria ed il vissutodegli uomini è restituito agli oggetti comuni, anche i più umili, che popolano e nostre case e che sonodestinati comunque a sopravviverci. Questi oggetti “familiari”, come una speciale pelicola fotografica, hanno a capacitàdi “impressionarsi” al cospettodegli eventi, rendendodisponibile una traccia che, ricorrendo ala propria sensibilità poetica, ’autore riesce adecodificare, svelando il misterodele molte esistenze che con essi hanno incrociato il oro cammino.dunque gli oggetti, anche i più umili e reietti, ci sopravvivono. E parlanodi noi. Tale coscienza, sempre presente nel’autore, non conduce, come potrebbe apparire in prima istanza, ad una visione materialisticadela vita, vicina ala concezione pagana, bensì ascia spazio ad una religiosità ispirata e irrazionale che coglie il sembiantedeldivino nel’epifaniadi un attimo, nela percezionedi una sconfinata ed aperta belezza.