Il velluto nero delle pareti assorbe ogni bagliore, lasciando emergere soltanto lo sguardo vitreo delle figure di pezza allineate nella penombra della stanza.
Un uomo solitario trasferisce la propria ossessione per le sembianze umane nelle bambole che custodisce, fino a forgiare un simulacro perfetto di sua moglie nel tentativo di eludere l'assenza.
Il pavimento di mogano riflette la silhouette impeccabile di un uomo che trascorre le ore a disporre marionette in rigidi tableau vivant, costruendo un altrove artificiale dove il respiro sembra non aver diritto d'ingresso.
Vetro e stoffa.
Quando il ritratto di Ortensia prende forma sotto le mani di un artigiano, l'equilibrio domestico si incrina: la scultura antropomorfa con le fattezze di una sposa diventa il fulcro di un’oscura trasfigurazione quotidiana.
L'identità si dissolve tra le trame dei vestiti e la rigidità innaturale dei lineamenti, mentre le stanze si popolano di echi metallici e riflessi che non appartengono più al mondo dei vivi.
La soglia tra carne e artificio crolla definitivamente nel momento in cui l'uomo smarrisce la propria volontà, trasformandosi nel manichino senziente della dimora spettrale in un ribaltamento di ruoli dove la materia inerte inizia a dettare il battito del cuore.
L'uomo resta immobile al centro della stanza, aspettando che il filo di una marionetta lo costringa a riprendere una posa definitiva tra le altre bambole silenziose.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura sudamericana d'avanguardia.
✔ Appassionati di narrativa del fantastico e surreale.
Perché è diverso
La narrazione scardina il realismo psicologico, adottando una struttura circolare che fonde l'ossessione feticista con una metamorfosi dell'identità spiazzante. L'ambientazione claustrofobica trasforma l'oggetto inerte in un protagonista attivo, sovvertendo il rapporto tra chi guarda e chi viene guardato.
Dettagli Bibliografici
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