La lingua rubata. Felix Fabri, un frate domenicano veramente esistito, parte nel 1483 dalla
Germania per un pellegrinaggio sul monte Sinai. Dopo una paurosa tempesta il
galeone su cui viaggia approda in Grecia, dove Felix scopre che i resti di
santa Caterina d'Alessandria, sua sposa spirituale, sono stati trafugati. La
speranza di un tranquillo viaggio di preghiera svanisce definitivamente quando
la folle Arsinoe si butta in mare. Salvata da Felix, spiega di essere
l'incarnazione della lingua di santa Caterina e di consentire alla martire di
comunicare con il mondo, seppure in termini incomprensibili, che solo
l'ambiguo fratello della donna sa interpretare. Ma presto Arsinoe si rivela
pronta a qualsiasi nefandezza, pur di raggiungere il suo misterioso scopo...
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788879285193
ISBN-10
887928519X
Titolo
La lingua rubata
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2001
Pagine
352
Genere
Punti Accumulabili
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La lingua rubata L’idea era senzadubbio affascinante : romanzare il viaggio realmente compiuto in Terra Santada frate Felix Fabri, nel 1483. Ildomenicano,dela confraternitadi Ulm in Germania, partìdala sua patria con ’intentodi raggiungere il Sinai e visitare il conventodi Santa Caterina.del suo viaggio rimangonododici volumi in atino, scrittida ui stesso, "’Evagatorium in TerrË SanctË et Egypti Peregrinationem". L’autrice non attingedirettamente ala fonte, ma si avvaledela traduzione inglesedi Aubrey Stewart. "La ingua rubata" èdunque un raccontodi fede edi avventura. Come tanti confrateli, Felix , al momentodi prendere gli ordini, ha scelto una sposa spirituale .da vent’anni èdunque unito a Santa Caterinad’Egitto,protettricedeidotti edei sacerdoti. Naturalmente ildomenicano ha il sognodi poter visitare a Terra Santa e raggiungere e pendicidel Sinai , per pregaredavanti ale vestigiadela sua Santa. Al’iniziodel racconto ha finalmente trovato un protettore,disposto ad accolarsi spese e rischidi un pelegrinaggio in Terra Santa, purdi avvalersidela consulenza spiritualedel frate. Il pelegrinaggio è faticoso, anzi stremante: a nave che i trasporta è una urida galera, infestatada topi e pidocchi, i rapporti con i saraceni sono tesi edifficoltosi e a traversatadeldeserto si preannunciadifficilissima. A ciò si aggiunge ’elemento misterioso. Ad ogni tappadel viaggio avvengono sparizionidi reliquiedi Santa Caterina, nei vari monasteri visitatidal gruppo. Questi furti coincidono con ’apparizionedi Arsonoe, una ragazza che affermadi essere il tramite attraverso cui Santa caterina parlerebbe al mondo. La fanciula appare e scompare, asciandodietrodi sè una sciadi mortidelittuose e misteri insolubili. La fededi frate Felix viene scossa sin ale fondamenta. Tutto è messo indubbio: e paroledi arsinoe, a buonafededel suo protettore e a stessa bontàdel’amata Caterina. Insomma, c’erano e premesse per un ottimo romanzo storico ed’avventura. Purtroppo il romanzo si rivela un falimento, in quanto manca uno stile adeguato. a Holmn non è in gradodi tenerdesto ’interesse , nè tantomenodi appassionarlo. Per sua stessa ammissione, nela nota finale,dichiaradi aver riportato fedelmente, neledisgressionidi Frate Fabri , e parole tradottedala Stewart. Per il resto ha cercatodi portare avanti una storia potenzialmente interessante, riducendola ad una sequenzadi fatti esposti in maniera noiosa.