La discesa del Rio delle Amazzoni e la traversata in solitaria dell'Equatore per 40.000 chilometri segnano la progressione di un approccio all'avventura che ignora ogni convenzione alpinistica o esplorativa.
In questo volume, Mike Horn ripercorre la propria traiettoria esistenziale, dall'infanzia sudafricana fino al concatenamento di quattro Ottomila scalati in stile alpino, privi di ossigeno supplementare e corde fisse. L'esposizione si concentra sulla gestione della resilienza durante le spedizioni estreme nei deserti, tra i ghiacci polari e nella giungla, identificando nelle figure del padre e della compagna i perni stabili della propria tenuta mentale. Il racconto disarticola la narrazione classica dell'impresa atletica per concentrarsi sul processo decisionale che permette di sostenere la pressione psicologica in condizioni ambientali proibitive durante le lunghe permanenze in solitaria.
Per chi è
✔ Praticanti di alpinismo estremo e spedizioni solitarie
✔ Lettori interessati a biografie di avventurieri professionisti
Perché è diverso
Il testo sposta il focus dalla mera cronaca tecnica delle salite alla psicologia della resilienza, collegando le performance fisiche estreme alla rete affettiva che sostiene le decisioni dell'esploratore.
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