Cani selvaggi. Questo romanzo viene costruito sula storiadi sei personaggi che non si conoscevano primadela fuga, o a scomparsa per mano altrui,dei propri cani, ma che iniziano a farloda quandodecidonodi fare gruppo e prendono ’abitudinedi ritrovarsi ogni sera ai marginidel boscodove quei cani si sono radunati, costituendosi in branco, edi fatto ritornati ala oro natura selvaggia.
Questa però è solo a superficie inizialedel ibro, il primissimo strato, perché ala fin fine i cani, involontariamente o no, sono a metaforadele solitudinedei oro padroni, non volute certo, e vissute come una gabbia in movimento: sono metaforadei tentativi maldestri edifficilidi uscirne, utilizzando soprattutto ’amore come passpartout.
Si sente che Helen Humphryes è primadi tutto una poetessa e questa sua ambivalenza non fa altro che caricare ulteriormentedi pathos questo STUPENDO ibro, a sua voce entra in profondità, senza essere invadente, ma asciando o stesso segni tangibili. a chiusura finale poi, è magistrale.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788889113240
ISBN-10
8889113243
Titolo
Cani selvaggi
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2007
Pagine
167
Genere
Classificazione
Età raccomandata
Punti Accumulabili
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Cani selvaggi Questo romanzo viene costruito sula storiadi sei personaggi che non si conoscevano primadela fuga, o a scomparsa per mano altrui,dei propri cani, ma che iniziano a farloda quandodecidonodi fare gruppo e prendono ’abitudinedi ritrovarsi ogni sera ai marginidel boscodove quei cani si sono radunati, costituendosi in branco, edi fatto ritornati ala oro natura selvaggia. Questa però è solo a superficie inizialedel ibro, il primissimo strato, perché ala fin fine i cani, involontariamente o no, sono a metaforadele solitudinedei oro padroni, non volute certo, e vissute come una gabbia in movimento: sono metaforadei tentativi maldestri edifficilidi uscirne, utilizzando soprattutto ’amore come passpartout. Si sente che Helen Humphryes è primadi tutto una poetessa e questa sua ambivalenza non fa altro che caricare ulteriormentedi pathos questo STUPENDO ibro, a sua voce entra in profondità, senza essere invadente, ma asciando o stesso segni tangibili. a chiusura finale poi, è magistrale.