L’inchiostro si macchia sul foglio mentre Durtal cerca tra le cronache del XV secolo il profilo di un cavaliere dimenticato dall'agiografia ufficiale.
Uno scrittore parigino ricostruisce l'esistenza di Gilles de Rais, figura divisa tra l'eroismo bellico a fianco di Giovanna d'Arco e la brutalità dell'occultismo, riflettendo nel passato le proprie angosce contemporanee.
Le pergamene ingiallite della biblioteca parigina rivelano le contraddizioni di un uomo che alternava preghiere a rituali crudeli.
Il buio si insinua.
Durtal si immerge nei circoli esoterici, cercando di decifrare il legame tra la devozione mistica e le atrocità commesse dal compagno d'armi della Pulzella, un contrasto che mina la sua stessa stabilità psicologica.
Le ombre del passato invadono la quiete dello studio, dove la ricerca biografica su Gilles de Rais trasforma lo studioso in un testimone consapevole di un'oscurità che appartiene anche al presente, portando il protagonista a confrontarsi con una perversione rituale nel XV secolo che si riflette, impietosa, negli angoli più nascosti della metropoli moderna. L'abisso descritto nelle cronache smette di essere un reperto storico per farsi presenza tangibile, minacciando di assorbire l'identità di chi tenta di comprenderne le ragioni più profonde tra le pieghe della storia.
La penna trema sopra la pagina bianca mentre la distinzione tra la santità e il massacro perde ogni contorno nitido.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa decadente tardo ottocentesca.
✔ Appassionati di biografie storiche tormentate.
Perché è diverso
L'opera fonde metanarrativa e indagine storiografica, strutturando il conflitto interiore del protagonista attraverso il confronto speculare tra il Medioevo esoterico e la crisi spirituale del XIX secolo. L'analisi del personaggio storico non funge da sfondo, ma diviene il catalizzatore di un'ossessione che altera la realtà percepita dell'autore stesso.
Dettagli Bibliografici
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