Il sangue rappreso sulla camicia di John Henry Maxwell segna il perimetro dell'incoscienza.
In un'area di servizio deserta, un uomo si arrende alle autorità dopo aver rinvenuto un corpo senza vita, innescando l'avvio di un'indagine su una scia di omicidi seriali.
L'asfalto della piazzola di sosta trattiene ancora l'odore metallico del sangue di una vittima senza nome, mentre le impronte digitali di Maxwell diventano l'unica prova tangibile sul terreno.
Silenzio assordante.
I detective Dave e Amy osservano i riscontri forensi che collegano questo evento a una serie di aggressioni precedenti, caratterizzate da una firma ossessiva lasciata sui cadaveri lungo le tratte autostradali. Il sospetto iniziale si sgretola di fronte a incongruenze tattiche, suggerendo che John agisca solo come una pedina manipolata da una mano esterna più cinica.
Le pareti domestiche dei due investigatori, sature di tensioni private, diventano il rifugio dove analizzano la sequenza di delitti seriali e la natura enigmatica di questa scacchiera criminale. Ogni nuova traccia solleva il dubbio che Maxwell sia stato incastrato in un meccanismo premeditato, trasformando la caccia al colpevole in un confronto serrato con un'ombra che orchestra ogni loro movimento dal buio più assoluto.
Le manette ai polsi di Maxwell non bloccano il burattinaio, ma ne confermano l'invisibile controllo su ogni passo compiuto dagli inquirenti.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa poliziesca contemporanea.
✔ Appassionati di indagini criminali basate sulla deduzione.
Perché è diverso
L'opera ribalta la struttura classica del giallo procedurale, focalizzandosi non sulla colpevolezza del sospettato, bensì sull'invisibilità di un architetto esterno che utilizza i protagonisti come elementi di una messa in scena. La narrazione intreccia costantemente la risoluzione tecnica del crimine con la fragilità della vita privata dei detective, rendendo l'indagine una riflessione sulle dinamiche di potere manipolatorio.
Dettagli Bibliografici
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