L’umidità del Tamigi si insinua tra le assi di legno marcio mentre Montmorency osserva i suoi compagni di viaggio inciampare tra corde annodate e provviste mal distribuite.
J., George e Harris abbandonano Londra per risalire il fiume in cerca di pace, ma le loro abitudini urbane trasformano una gita spartana in un disastro logistico senza fine.
La banchina brulica di confusione mentre J., vittima delle proprie diagnosi immaginarie, tenta di calcolare la tenuta di una barca traballante sotto il peso di bagagli in eccesso. George osserva i preparativi con una rassegnazione pigra, mentre Harris cerca di dirigere operazioni in cui ogni nodo diventa un groviglio inestricabile di corde bagnate. Il viaggio fluviale lungo il Tamigi si snoda tra i tentativi fallimentari di cucinare in condizioni precarie e l’insofferenza crescente del terrier che sembra comprendere meglio degli uomini la follia del loro procedere incerto. Tutto naufraga. La spartana vacanza britannica degenera in una successione di gag improvvisate, dove il paesaggio vittoriano scorre indifferente davanti a uomini incapaci di gestire anche la più banale attrezzatura nautica. Le riflessioni di J. si perdono tra una manovra errata e un aneddoto fuori luogo, rendendo ogni miglio un esercizio di tolleranza reciproca tra tre amici destinati a soccombere alla propria imperizia.
Il muso umido di Montmorency spunta finalmente tra le coperte zuppe, unico testimone della resa definitiva dei tre esploratori.
Per chi è
✔ Lettori di umorismo inglese del diciannovesimo secolo.
✔ Appassionati di narrativa classica sullo svago vacanziero.
Perché è diverso
La struttura narrativa fonde la resoconto di viaggio con un flusso costante di divagazioni ironiche, rompendo la continuità dell'azione per esplorare le nevrosi quotidiane. L'umorismo non nasce da eventi esterni, ma dall'incapacità cronica dei protagonisti di adattarsi alla semplicità del mondo naturale.
Dettagli Bibliografici
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