L'odore di fritto e sapone s'innalza dai vicoli mentre un uomo solitario cammina verso la colazione in una mattina di giugno.
Leopold Bloom attraversa Dublino in un'unica giornata, incrociando i passi di Stephen Dedalus e le memorie di Molly in una narrazione che smonta la realtà.
Il selciato di Dublino nel 1904 accoglie i pensieri frammentati di Bloom, un venditore di pubblicità che osserva i riti minimi di una città sospesa tra passato e presente. Le voci si sovrappongono, perdendosi tra i caffè e le redazioni, mentre la sintassi si piega per accogliere il flusso incontrollato della coscienza.
Tutto muta.
Stephen Dedalus cerca una patria intellettuale nei libri e nel silenzio, cercando di fuggire dal peso dei padri e dalle proprie ombre. La narrazione procede per strati, trasformando ogni gesto quotidiano, come la preparazione di un rene di maiale, in una densa odissea del quotidiano che annulla la distanza tra l'antico mito e l'anonimo individuo. Le parole, intrecciate in una struttura nervosa e priva di pause, definiscono il perimetro di un labirinto urbano dove la memoria si scontra con l'istante presente, costringendo ogni pensiero a una metamorfosi costante che non concede sosta.
Le finestre illuminate di Eccles Street si spengono lentamente, lasciando che il mormorio dei pensieri notturni di Molly chiuda il cerchio perfetto di una singola, infinita giornata.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa modernista europea.
✔ Chi apprezza la sperimentazione stilistica del Novecento.
Perché è diverso
L'opera scardina la struttura romanzesca tradizionale trattando l'intera narrazione come un tessuto in cui la lingua stessa diventa materia viva. La costruzione non segue una trama lineare, ma organizza l'esperienza umana attraverso un flusso di coscienza che trasforma la banalità di un singolo giorno in un sistema complesso di simboli e risonanze interiori.
Dettagli Bibliografici
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