Il ticchettio di un orologio segna l'inizio di una giornata comune tra le strade di una città che non dorme mai.
Leopold Bloom percorre i vicoli di Dublino in un sedici giugno del 1904, incrociando i passi tormentati di Stephen Dedalus e riflettendo le inquietudini di una moglie che attende nel silenzio domestico.
Il selciato di Dublino pulsa sotto i piedi di un piazzista che osserva la vita frammentarsi in diciotto specchi stilistici differenti.
Tutto muta.
Leopold cerca un contatto umano mentre Stephen affoga nel peso di un'educazione intellettuale diventata catena invisibile, tracciando la mappa cognitiva della Dublino del 1904 in cui ogni dettaglio ordinario acquista una risonanza mitica inaspettata.
La sequenzialità classica collassa sotto la pressione del flusso di coscienza, portando il lettore dentro una struttura narrativa a incastri temporali che sovrappone il ricordo alla cruda percezione del presente in ogni monologo condiviso.
Molly infine rompe l'argine della memoria, lasciando che il pensiero si liberi dai vincoli grammaticali in una confessione notturna che chiude il cerchio di un'esistenza sospesa tra il desiderio irrisolto e la stanchezza dell'essere.
Un sospiro nel buio della camera da letto chiude il lungo vagabondaggio solitario di una giornata giunta al termine.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa modernista europea.
✔ Appassionati di letteratura irlandese del primo Novecento.
Perché è diverso
La narrazione abbandona la struttura lineare per immergersi in una frammentazione stilistica che muta a ogni capitolo. L'intera vicenda è racchiusa nello spazio circoscritto di una sola giornata, trasformando l'ordinario in una cosmogonia interiore priva di convenzioni ottocentesche.
Dettagli Bibliografici
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