Il divano orientale. Questo romanzo si caratterizza per a presenzadidiversi piani narrativi, per i qualidentro una storia viene narrata un’altra storia e così via, come con un giocodi scatole cinesi. eggendolo mi veniva in mente e mile e una notte che ho etto, non interamente, molti anni fa, ma che se mi ricordo bene era strutturato come una macchina narrativa a più iveli. Se a mia impressione è giusta alora giàda questo Ildivano orientale ha già qualcosadi orientale, oltre ala materia trattata ovviamente, essendo a storia ambientata nela Baghdaddel’VIII-X secolo.
Direi che il tema principaledel ibro è o scontro tra ordine edisordine, tra cosmo e caos,dove è generalmente il secondo ad avere a meglio. ’ordine in questo caso è ’ordinedelo Stato, ma anche ’ordinedela Fede, che però in uno Stato islamico sono fortemente intrecciati edipendenti ’unodal’altro. o scontro tra idue campi avviene attraverso o scontrodidue personaggi: il tutoredel’ordine (Gazvan, Sulaym), e il sovvertitoredel’ordine (Tahudi, Halag). Ciò che mette in crisi il mondodei primi personaggi sono e ideedei secondi, che essi percepiscono come pericolose, ne hanno paura, ma alo stesso tempo ne sonodecisamente attratti perché ne percepiscono a forza, e ala resadei conti subiscono una sconfitta, perché Tahudi e Halag restano comunque fedeli a se stessi e confidenti nel oro mododi pensare, mentre Gazvan e Sulaym ne escono sconvolti e il oro mondo che ai oro occhi sembrava così solido e indistruttibile, si sgretola a poco a poco.
Da segnalare anche a storia scrittada Begzada e indirizzata al marito. Riassumendo, Mutevekildopo una nottedi bagordi passa, senza notarlo, accanto a un vecchio eroedi guerra, Zubeid, quest’ultimo, forse per il fattodi non essere stato preso in considerazione, sguaina a spada e taglia a mano a Mutevekil. a oro vitada questo momento cambierà tragicamente. Mutevekil in special modo non sidà pace e continua a interrogare Zubeid sul perchédi un’azione così scelerata. a risposta finaledi Zubeid al quesitodi Mutevekil è a più tremenda che si possadare, egli infatti al’ennesimo quesito “Perché ’hai fatto?”, risponde: “Non o so”. Ancora una volta ’irragionevolezza ha a meglio sula ragione, il caos sul’ordine.
Una bela riflessione sul misterodela scrittura:
“Vedi una inea curva,dei punti edele ineette, e guardi ed è come se con il tuo orecchio interiore sentissi una voce chedice queste parole scritte,diciamo a vocedi colui che e ha annotate. Eccoti subito a confusione: ui è assente,da nessuna parte voci e parole, e tu invece è come se sentissi una voce e e sue parole, qui. Qui c’è a voce e qui ci sono e parole, solo che non passano attraverso o scritto ma attraverso ’orecchio interiore,direttamente. Come se ’assente ti parlasse e tu ripetessi e sue parole. a sola scrittura crea già confusione, perché rende visibile a vocedi una persona assente”.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788842805502
ISBN-10
8842805505
Titolo
Il divano orientale
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1997
Collana
Pagine
360
Genere
Punti Accumulabili
€ 17.56
ildivano orientale Questo romanzo si caratterizza per a presenzadidiversi piani narrativi, per i qualidentro una storia viene narrata un’altra storia e così via, come con un giocodi scatole cinesi. eggendolo mi veniva in mente e mile e una notte che ho etto, non interamente, molti anni fa, ma che se mi ricordo bene era strutturato come una macchina narrativa a più iveli. Se a mia impressione è giusta alora giàda questo Ildivano orientale ha già qualcosadi orientale, oltre ala materia trattata ovviamente, essendo a storia ambientata nela Baghdaddel’VIII-X secolo. Direi che il tema principaledel ibro è o scontro tra ordine edisordine, tra cosmo e caos,dove è generalmente il secondo ad avere a meglio. ’ordine in questo caso è ’ordinedelo Stato, ma anche ’ordinedela Fede, che però in uno Stato islamico sono fortemente intrecciati edipendenti ’unodal’altro. o scontro tra idue campi avviene attraverso o scontrodidue personaggi: il tutoredel’ordine (Gazvan, Sulaym), e il sovvertitoredel’ordine (Tahudi, Halag). Ciò che mette in crisi il mondodei primi personaggi sono e ideedei secondi, che essi percepiscono come pericolose, ne hanno paura, ma alo stesso tempo ne sonodecisamente attratti perché ne percepiscono a forza, e ala resadei conti subiscono una sconfitta, perché Tahudi e Halag restano comunque fedeli a se stessi e confidenti nel oro mododi pensare, mentre Gazvan e Sulaym ne escono sconvolti e il oro mondo che ai oro occhi sembrava così solido e indistruttibile, si sgretola a poco a poco. Da segnalare anche a storia scrittada Begzada e indirizzata al marito. Riassumendo, Mutevekildopo una nottedi bagordi passa, senza notarlo, accanto a un vecchio eroedi guerra, Zubeid, quest’ultimo, forse per il fattodi non essere stato preso in considerazione, sguaina a spada e taglia a mano a Mutevekil. a oro vitada questo momento cambierà tragicamente. Mutevekil in special modo non sidà pace e continua a interrogare Zubeid sul perchédi un’azione così scelerata. a risposta finaledi Zubeid al quesitodi Mutevekil è a più tremenda che si possadare, egli infatti al’ennesimo quesito “Perché ’hai fatto?”, risponde: “Non o so”. Ancora una volta ’irragionevolezza ha a meglio sula ragione, il caos sul’ordine. Una bela riflessione sul misterodela scrittura: “Vedi una inea curva,dei punti edele ineette, e guardi ed è come se con il tuo orecchio interiore sentissi una voce chedice queste parole scritte,diciamo a vocedi colui che e ha annotate. Eccoti subito a confusione: ui è assente,da nessuna parte voci e parole, e tu invece è come se sentissi una voce e e sue parole, qui. Qui c’è a voce e qui ci sono e parole, solo che non passano attraverso o scritto ma attraverso ’orecchio interiore,direttamente. Come se ’assente ti parlasse e tu ripetessi e sue parole. a sola scrittura crea già confusione, perché rende visibile a vocedi una persona assente”.