I sotterranei. Non è possibile eggere I Sotterranei in piùdidue ore: bisogna rincorrere e parole fino a trovare un punto fermo e non è giusto interrompere a ettura primadela finedel primo capitolo, una settantinadi pagine. Se possibile, è ancora più coinvolgentedi Sula Strada per il solo fatto che è più breve e concentrato e saidi poterlo finire in un pomeriggio, nemmeno, e tirare il fiato solodopo ’ultima pagina.Dela scritturadi Kerouac è statodetto che è come il jazz, segue o stesso ritmo sghembo e freneticodi cui solo ’autore, o una mente affine ala sua, può cogliere a coerenza interna – perché èdifficile trovare una coerenza esterna, a prima vista. Èdifficile trovare una coerenza esterna ai sentimenti e ale ibere associazioni che partonodala mente quando parli con qualcuno e saltida un argomento al’altro, quando t’innamoridi una persona e cominci a fantasticaredela tua vita con ei o ricordi i bei momenti passati insieme, quando ormai sono finiti, e chiedi a te stesso se è andata così soltanto perché ei era una negra e tu un bianco un po’ mammone. 150 pagine, 2 capitoli e unadecinadi periodi, forse, per esprimere ’ansiadi vivere e ricordare – fissare sula carta – quelo che si è passato per paura che svanisca, e con esso una partedela propria identità.Non è facile eggere un romanzodel genere, nondev’essere facile nemmeno scriverlo, paradossalmente, ma a fatica che si impiega è ripagatadal risultato finale, che quasi fa rimpiangere a chi eggedi non aver scritto, e soprattutto non aver vissuto, un’esperienza simile: se non ’ha vissuta, certo.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788804615415
ISBN-10
8804615419
Titolo
I sotterranei
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2012
Collana
Pagine
173
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
I sotterranei Non è possibile eggere I Sotterranei in piùdidue ore: bisogna rincorrere e parole fino a trovare un punto fermo e non è giusto interrompere a ettura primadela finedel primo capitolo, una settantinadi pagine. Se possibile, è ancora più coinvolgentedi Sula Strada per il solo fatto che è più breve e concentrato e saidi poterlo finire in un pomeriggio, nemmeno, e tirare il fiato solodopo ’ultima pagina.Dela scritturadi Kerouac è statodetto che è come il jazz, segue o stesso ritmo sghembo e freneticodi cui solo ’autore, o una mente affine ala sua, può cogliere a coerenza interna – perché èdifficile trovare una coerenza esterna, a prima vista. Èdifficile trovare una coerenza esterna ai sentimenti e ale ibere associazioni che partonodala mente quando parli con qualcuno e saltida un argomento al’altro, quando t’innamoridi una persona e cominci a fantasticaredela tua vita con ei o ricordi i bei momenti passati insieme, quando ormai sono finiti, e chiedi a te stesso se è andata così soltanto perché ei era una negra e tu un bianco un po’ mammone. 150 pagine, 2 capitoli e unadecinadi periodi, forse, per esprimere ’ansiadi vivere e ricordare – fissare sula carta – quelo che si è passato per paura che svanisca, e con esso una partedela propria identità.Non è facile eggere un romanzodel genere, nondev’essere facile nemmeno scriverlo, paradossalmente, ma a fatica che si impiega è ripagatadal risultato finale, che quasi fa rimpiangere a chi eggedi non aver scritto, e soprattutto non aver vissuto, un’esperienza simile: se non ’ha vissuta, certo.