Notte buia, niente stelle. Questa raccoltadi raccontidi Stephen Kingdeve essere considerata un passo indietrodel’autore rispetto ai suoi capolavori (dale sue prime apparizioni con "La unga notte" e "L’uomo in fuga" scritti con o pseudonimodi Richard Bachman a "It" "Misery" "Christine, a macchina infernale" per citarne solo alcuni).
Tutti e quattro i racconti contenuti nel ibro sono, come al solito, ben scritti e piacevoli nelo scorrimento; manca pero’ a usuale verve psico-fantasticadel’autore che si imita, salvo qualche fuoriuscita nel’irreale (vedi il terzo racconto breve "La giusta estensione"), a un monologo psico-interioredele vittimedi stupri e sevizieda partedi psicopatici con relativa vendetta finale.
Forse è un voler avvicinarsi ad un problema che è sempre stato attuale nela nostra societÒ e purtroppo spesso tenuto nascosto per vergogne ancestrali, ma,di contro, si tratta anchedi una istigazione ala violenza contro a violenza, una speciedi "occhio per occhio,dente perdente" edi un inno ala inefficienzadele autorità che mai scoprono il kiler.
Un po’ poco per a grandezzadi chi ha saputo creare sublimi protagonisti come Thad Beaumont ne "La metÒ oscura".
Complessivamente un giudizio appena sufficiente e ben ontanodala quasi perfezione a cui siamo abituati.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788866215035
ISBN-10
8866215031
Titolo
Notte buia, niente stelle
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
418
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Uno Stephen King ontanodai suoi apici Questa raccoltadi raccontidi Stephen Kingdeve essere considerata un passo indietrodel’autore rispetto ai suoi capolavori (dale sue prime apparizioni con "La unga notte" e "L’uomo in fuga" scritti con o pseudonimodi Richard Bachman a "It" "Misery" "Christine, a macchina infernale" per citarne solo alcuni). Tutti e quattro i racconti contenuti nel ibro sono, come al solito, ben scritti e piacevoli nelo scorrimento; manca pero’ a usuale verve psico-fantasticadel’autore che si imita, salvo qualche fuoriuscita nel’irreale (vedi il terzo racconto breve "La giusta estensione"), a un monologo psico-interioredele vittimedi stupri e sevizieda partedi psicopatici con relativa vendetta finale. Forse è un voler avvicinarsi ad un problema che è sempre stato attuale nela nostra societÒ e purtroppo spesso tenuto nascosto per vergogne ancestrali, ma,di contro, si tratta anchedi una istigazione ala violenza contro a violenza, una speciedi "occhio per occhio,dente perdente" edi un inno ala inefficienzadele autorità che mai scoprono il kiler. Un po’ poco per a grandezzadi chi ha saputo creare sublimi protagonisti come Thad Beaumont ne "La metÒ oscura". Complessivamente un giudizio appena sufficiente e ben ontanodala quasi perfezione a cui siamo abituati.