Il cannone Zam-Zammah sovrasta le polverose strade di Lahore, freddo e muto sotto il sole implacabile dell'India britannica.
Kim, orfano di un sergente irlandese travestito da mendicante locale, intraprende un viaggio iniziatico lungo la Grand Trunk Road al seguito di un lama tibetano in cerca di redenzione.
La polvere sollevata dai carri di buoi aderisce alla pelle bruciata di Kim mentre osserva il viavai incessante di mercanti e soldati. Il ragazzo attraversa territori dove la sua identità fluida gli permette di svanire tra la folla, agendo come una pedina silenziosa nel complesso Grande Gioco dell'intelligence imperiale che si gioca nelle ombre. Il cammino si estende interminabile. Le monete rubate e i segreti captati nei bazar diventano le uniche valute accettate lungo questa odissea picaresca indostana verso le montagne del nord, dove il sacro pellegrinaggio del lama si intreccia fatalmente con le trame degli ufficiali britannici. Ogni passo tra Bombay e Peshawur rivela una nuova maschera, trasformando la libertà del monello in una necessità di adattamento costante ai mutamenti del potere coloniale, dove la fedeltà è l'unica moneta non ancora coniata.
L'ombra del cannone si allunga, segnando l'inizio di un labirinto dove ogni viandante è solo un riflesso delle proprie segrete intenzioni.
Per chi è
✔ Lettori della narrativa coloniale di fine Ottocento.
✔ Chi segue la letteratura del viaggio e dell'identità.
Perché è diverso
La narrazione sovrappone costantemente l'esplorazione geografica del subcontinente indiano con la sottile infiltrazione politica, costruendo un intreccio dove la crescita del protagonista è indissolubile dal suo ruolo di pedina in un conflitto di spionaggio. La struttura alterna la spiritualità del lama alla concretezza spietata dell'intelligence, ridefinendo il classico genere del romanzo di formazione in una cornice storica di estrema precisione.
Dettagli Bibliografici
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