Il cannone Zam-Zammah sovrasta le strade di Lahore, dove un ragazzino dai capelli color fieno osserva i mercanti trafficare tra la polvere e il vociare incessante del bazar.
Kimball O'Hara, orfano figlio di un soldato britannico, intreccia il proprio destino a quello di un anziano lama tibetano, attraversando l'India in un cammino di iniziazione spirituale e politica.
La vita nelle strade insegna a Kim l'arte della dissimulazione, trasformando un girovago in un ingranaggio essenziale del Grande Gioco tra potenze coloniali.
Il cammino è lungo.
Il pellegrinaggio verso il fiume sacro svela geografie umane complesse, dove il giovane diventa il tramite tra la sapienza ascetica del monaco e la fredda determinazione delle missioni segrete affidategli dagli ufficiali inglesi.
Attraverso territori battuti dal vento e mercati brulicanti di spie, ogni incontro con i popoli del Punjab riconfigura la sua identità divisa tra due mondi irriducibili.
Tra le pieghe di una mappa che separa le vette del Tibet dalle roventi pianure, l'apprendista spia impara a leggere i segnali invisibili celati nei costumi e nei dialetti locali, trasformando ogni passaggio in un viaggio iniziatico nelle terre indiane che mette alla prova la sua lealtà verso il comando imperiale.
Lo sguardo del monaco, fisso su acque che promettono purificazione, incrocia l'ombra furtiva del ragazzo che muove i pezzi sul tavoliere della diplomazia coloniale.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura di viaggio e avventura coloniale.
✔ Appassionati di narrativa classica dell'Asia meridionale.
Perché è diverso
La struttura narrativa fonde la dimensione spirituale del pellegrinaggio con la fredda cronaca di spionaggio, evitando una netta distinzione tra misticismo orientale e pragmatismo occidentale. L'ambientazione indiana non funge da semplice sfondo, ma agisce come un catalizzatore che modella la crescita del protagonista in un sistema di identità ibride.
Dettagli Bibliografici
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