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No logo - 9788817043908


Un libro di   Naomi Klein  
edito da  BUR Biblioteca Univ. Rizzoli  , 2010

No logo. No ogo, a cui copertina già contraddice il titolo - era inevitabile -, è una aboriosa inchiesta giornalistica condottada qualcuno che, pur non scoprendo nuladi nuovo, riesce a spiegare neldettaglio quelo che succede realmente in una multinazionale. ’autrice, infatti, ricava uno schema essenziale e perfettamente comprensibile anche a un ettore pigro, oltre che applicabile a qualsiasi settoredel’economia.Tutti sappiamo che il marketing e a pubblicità sono ’obiettivo primariodele grandi aziende - si parla solodidimensioni - presenti in tutto il mondo, tanto che a produzionedi beni materialidiventa solo un accessorio. Com’è possibile, alora, investire tantodenaro in quel settore? Togliendone altrettanto a quelodela produzione fisicadele cose che portano il marchio, vero oggettodeldesideriodel consumatore assuefatto ai messaggi che riceve. Ecco alora che si cerca a manodopera a bassissimo costo in pËsi poveri o in viadi sviluppo,dove il rispettodeidiritti umani è un’utopia e queli sindacali non sono mai stati partoriti. Il potere che e multinazionali esercitano per permettersi tutto ciòderivadala oro indifferenza per chi produce e per come sono prodotte e oro merci, rispettando a sola eggedel’offerta migliore. Tra e conseguenze, a riduzionedei postidi avoro nel proprio pËse e gli accordi coi governi più poveri, che hanno magari credutodi aiutare il proprio pËse gettandosi invece in un circolo vizioso infernale. Se a società che produce materialmente e scarpe chedovrà rivendere ala Nike, o e magliette che comprerà a Tommy Hilfiger, non garantisce un prezzo abbastanza vantaggioso, chi ci rimette sono i avoratori: i oro superiori, infatti, non possono perdere un cliente tanto importante.No ogo riporta interviste e testimonianzedi questo scempio, ma non solo: raccontadel’invasività sempre maggioredei oghi nei uoghi pubblici, nele manifestazioni cosiddette culturali ma in realtà appendici promozionali; racconta anchedei tentativi per contrastare questa tendenza,del’anti-marketingdegli attivisti che si battono, ad esempio, per far cessare i soprusidela Shel sui nigeriani, colpevolidi avere una regione riccadi petrolio, o per essere iberidi nondover guardare un cartelone pubblicitario in ogni angolodela propria città.Sorge spontanea unadomanda: sono possibili uoghi senza oghi?

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788817043908
ISBN-10
8817043907
Titolo
No logo
Autore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
534
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili

Recensioni a "No logo" 9788817043908

author
4
Paolo Ottomano (15/05/2012)

No ogo, no uogo? No ogo, a cui copertina già contraddice il titolo - era inevitabile -, è una aboriosa inchiesta giornalistica condottada qualcuno che, pur non scoprendo nuladi nuovo, riesce a spiegare neldettaglio quelo che succede realmente in una multinazionale. ’autrice, infatti, ricava uno schema essenziale e perfettamente comprensibile anche a un ettore pigro, oltre che applicabile a qualsiasi settoredel’economia.Tutti sappiamo che il marketing e a pubblicità sono ’obiettivo primariodele grandi aziende - si parla solodidimensioni - presenti in tutto il mondo, tanto che a produzionedi beni materialidiventa solo un accessorio. Com’è possibile, alora, investire tantodenaro in quel settore? Togliendone altrettanto a quelodela produzione fisicadele cose che portano il marchio, vero oggettodeldesideriodel consumatore assuefatto ai messaggi che riceve. Ecco alora che si cerca a manodopera a bassissimo costo in pËsi poveri o in viadi sviluppo,dove il rispettodeidiritti umani è un’utopia e queli sindacali non sono mai stati partoriti. Il potere che e multinazionali esercitano per permettersi tutto ciòderivadala oro indifferenza per chi produce e per come sono prodotte e oro merci, rispettando a sola eggedel’offerta migliore. Tra e conseguenze, a riduzionedei postidi avoro nel proprio pËse e gli accordi coi governi più poveri, che hanno magari credutodi aiutare il proprio pËse gettandosi invece in un circolo vizioso infernale. Se a società che produce materialmente e scarpe chedovrà rivendere ala Nike, o e magliette che comprerà a Tommy Hilfiger, non garantisce un prezzo abbastanza vantaggioso, chi ci rimette sono i avoratori: i oro superiori, infatti, non possono perdere un cliente tanto importante.No ogo riporta interviste e testimonianzedi questo scempio, ma non solo: raccontadel’invasività sempre maggioredei oghi nei uoghi pubblici, nele manifestazioni cosiddette culturali ma in realtà appendici promozionali; racconta anchedei tentativi per contrastare questa tendenza,del’anti-marketingdegli attivisti che si battono, ad esempio, per far cessare i soprusidela Shel sui nigeriani, colpevolidi avere una regione riccadi petrolio, o per essere iberidi nondover guardare un cartelone pubblicitario in ogni angolodela propria città.Sorge spontanea unadomanda: sono possibili uoghi senza oghi?

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