Il Segreto della Genesi. Londra. Efferati delitti scuotono la città, in una scia che presto si espande
fino agli angoli più remoti delle isole britanniche. L'ispettore Forrester, di
Scotland Yard, brancola nel buio. Ci sono solo pochi indizi che sembrano
puntare verso una tradizione occultista sotterranea e potente. Chi c'è dietro
quelle esecuzioni rituali? E perché i fatti di sangue sono sempre accompagnati
da strani scavi nelle vicinanze? Sito archeologico di Gobekli Tepe, deserto
della Turchia orientale. Il giornalista Robert Luttrell, inviato sul posto per
un incarico di routine dopo una pericolosa missione, stringe amicizia con il
direttore degli scavi, l'archeologo tedesco Franz Breitner, e la sua
affascinante assistente Christine. Rob apprende così la straordinaria storia
del tempio più antico del mondo, costruito dodicimila anni fa e
misteriosamente sepolto duemila anni dopo. E poi scoperto per caso in un'area
che rappresenta forse la culla della civiltà, una zona in cui ancor oggi
sopravvivono culti antichissimi, che precedono le religioni monoteiste, come
il culto degli angeli... Ma qualcuno non vuole che gli scavi proseguano, ed è
disposto a uccidere purché il segreto di quel tempio rimanga nascosto. Un
segreto gelosamente custodito da millenni, eppure sotto gli occhi di tutti,
nel libro della Genesi.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788830426740
ISBN-10
8830426741
Titolo
Il Segreto della Genesi
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2009
Collana
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 18.60
Il Segreto della Genesi al’inizio è un bel ibro con i soliti colpidi scena ala finedel capitolo per farti continuare a eggere e il truccodeledue storie separate e raccontate in modo alternato. Quelo che non mi è piaciuto per niente sono idettagli macabridei sacrifici. Anche ’usodele parolacce è completamente inutile, non rende ’idea!da solo fastidio ala ettura! e poi tutti quei puntinidi sospensione! ma che servono? si usano neidialogi, mica ovunque! Certe parti erano scontate, come a traduzionedei numeri sul taccuinodel tedesco. E a fine troppo breve, sembra quasi che o scrittore si fosse stancatodi scrivere e abbia fatto un po’di fuga