L'intellettuale e il sesso. L'intellettuale come stile opera sul filo dell'impossibile. Non è veicolo di
un messaggio, né apocalittico né messianico. Non è mediatore degli organismi
né delle masse. Il suo rigore dipende dalla legge e dall'etica che con esso si
enunciano. Non c'è obbligo che per l'intellettuale non travalichi dalle norme
e dalle regole negli imperativi e nei paradossi. Il destino dell'intellettuale
si gioca in un percorso di linguaggio, non nel catalogo delle contraddizioni
né nella salvaguardia dei valori né nell'economia del male. Non è più affidato
all'impegno né a una logica degli spostamenti che lo situino in un progetto di
essere altrove. Oggi la questione è quella del non essere. Il divenire non
deve nulla all'essere. L'intellettuale non è un mestiere ma quel che
caratterizza un mestiere come impossibile. Non c'è lavoro manuale se l'oggetto
si sottrae e resta intoccabile. E l'erotismo fa una caricatura della
castrazione. Il lavoro è intellettuale in quanto non finalizzabile, in quanto
non va senza un aspetto onirico. Non una facoltà ma una virtù, l'intelligenza
connota il non sapere di sapere. Agli antipodi di una competenza che sa di non
sapere, l'intelletto risente di quel che si ascolta tra le righe: l'intelletto
è il sessuale. L'intellettuale non è rivoluzionario se non nel modello di
laicizzazione, se non in quanto raggiunge e perfeziona, come laico, quello che
era un tempo il miraggio del chierico e del letterato. In nome di un senso
metastorico stabilisce l'ordine normalizzando il disordine.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788877700742
ISBN-10
8877700742
Titolo
L'intellettuale e il sesso
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1980
Collana
Pagine
240
Genere
Classificazione
Argomenti
Punti Accumulabili
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