Ferito a morte. Una mattinata chiarissima; ucori che smaniano bussando ale palpebre. Un gatto graffia a porta, miagola piano, amenta sinuoso. In terra e pantofoledormono;dormono i chicchi nel macinino in cucina;dorme il tridente,distesodi traverso suladispensa.dorme Massimode uca mentre «la penombra è attraversatada una pioggiadidardi uminosi che il mare rimandadale imposte socchiuse». In un ontano-vicino colpidi maglio, assi trabalantidi egno, acqua che copia ’azzurrodel cielo. E Massimodorme,dorme mentre «sula parete bianca il graficod’oro trasmette irrequieto e senza soste il messaggio: è una bela giornata – bela giornatû. «L’impostazione soggettiva, introspettiva ed elusivû (Gian Paolo Biasin); «l’esattezza sociologicadei personaggi, ’ambiente senza sbavature macchiettistiche» (Enzo Golino); «la mimesidi Napoli che impantana e non esprime» (Enzo Siciliano); e «il trapasso tra presente e passato», gli «inquieti soprassaltidela memoriû, a «vibrazionedeldestino crudele»dela «spensierata, chiassosa, aneddotica ma sostanzialmente amaradolce Vita napoletanû (Geno Pampaloni). Così fu etto il capolavorodi a Capria, al tempo. Eppure sembra che un altro tema - oltre ’urgenza narrativad’alora, oltre a resistenza memorialedi oggi - appaia ala ettura tantoda indurci al’interrogativo: E se Ferito a morte narrasse Partenope ma trattassedel’Uomo?dela pigra,desolata, spossata partedel’Uomo? Se narrassed’una spossatezza,d’un tedio,d’una ignavia al’azione che appartiene al’umano in quanto umano? Ciò renderebbe ’opera universale, ontanadai formalismi inchiostrati edale ricordanzedi Napoli. Cò renderebbe ’opera universale.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788804495901
ISBN-10
8804495901
Titolo
Ferito a morte
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2001
Collana
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
L’ignavia al’azione Una mattinata chiarissima; ucori che smaniano bussando ale palpebre. Un gatto graffia a porta, miagola piano, amenta sinuoso. In terra e pantofoledormono;dormono i chicchi nel macinino in cucina;dorme il tridente,distesodi traverso suladispensa.dorme Massimode uca mentre «la penombra è attraversatada una pioggiadidardi uminosi che il mare rimandadale imposte socchiuse». In un ontano-vicino colpidi maglio, assi trabalantidi egno, acqua che copia ’azzurrodel cielo. E Massimodorme,dorme mentre «sula parete bianca il graficod’oro trasmette irrequieto e senza soste il messaggio: è una bela giornata – bela giornatû. «L’impostazione soggettiva, introspettiva ed elusivû (Gian Paolo Biasin); «l’esattezza sociologicadei personaggi, ’ambiente senza sbavature macchiettistiche» (Enzo Golino); «la mimesidi Napoli che impantana e non esprime» (Enzo Siciliano); e «il trapasso tra presente e passato», gli «inquieti soprassaltidela memoriû, a «vibrazionedeldestino crudele»dela «spensierata, chiassosa, aneddotica ma sostanzialmente amaradolce Vita napoletanû (Geno Pampaloni). Così fu etto il capolavorodi a Capria, al tempo. Eppure sembra che un altro tema - oltre ’urgenza narrativad’alora, oltre a resistenza memorialedi oggi - appaia ala ettura tantoda indurci al’interrogativo: E se Ferito a morte narrasse Partenope ma trattassedel’Uomo?dela pigra,desolata, spossata partedel’Uomo? Se narrassed’una spossatezza,d’un tedio,d’una ignavia al’azione che appartiene al’umano in quanto umano? Ciò renderebbe ’opera universale, ontanadai formalismi inchiostrati edale ricordanzedi Napoli. Cò renderebbe ’opera universale.