Le scadenze dell'affitto, le proiezioni mitiche prodotte dal cinema e la cruda quotidianità si sovrappongono tra i grattacieli di Manhattan e le strade dei quartieri periferici.
Attraverso un intreccio di memoir e reportage urbano, l'opera analizza il dualismo tra l'immaginario collettivo costruito da Frank Sinatra o Jay-Z e la realtà tangibile di una metropoli che evolve tra disuguaglianze economiche e precarietà. Catherine Lacey decodifica l'identità contemporanea della metropoli utilizzando frammenti di cultura pop, dai testi musicali ai meme virali come "Pizza Rat", per esporre una città che agisce come una musa ambivalente. Il testo indaga il meccanismo psicologico della seduzione urbana, dove la persistente mancata attuazione delle promesse di successo individuale alimenta costantemente il desiderio di restare.
Per chi è
✔ Lettori di saggi sulla sociologia urbana
✔ Appassionati di narrativa autobiografica
Perché è diverso
A differenza dei classici ritratti celebrativi, questo volume rifiuta la nostalgia turistica per concentrarsi sul contrasto tra la cultura pop digitale e l'attrito vissuto nel quotidiano newyorkese.
Dettagli Bibliografici
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