InferNapoli. Tra insipienze incastrate e trabocchidi trama, emerge come sentore, poi vocazione, infine è pratica reiterata e seriale, ’ammiccante vuotagginedel’inventario, addizionedele addizioni,del’elencodi beni,del possesso macrovoluminosod’oggetti. Consuetudinedi questi nostri tempi-catalogo, in cui essere è avere per opposizione annulata, trova nel’opera suo simulacro e certame. Se ne offrono esempi.
«Vincent Profumo possedeva: un pastificio nela zonadi Castelammaredi Stabia;due aziende che fornivano computer a enti pubblici, uffici, ospedali;diciotto appartamenti nel napoletano; seidistributoridi benzina; un cementificio;due sale bingo; vari vigneti nel salernitano; un’azienda vinicola con marchiodOC; un ristorante sula costiera amalfitana; unadecinadi macchine; uno yacht; a vilamasseriafortino al pËse; ’attico a via Caracciolo; migliaiadi ettaridi terreno; un castelo adibito con sale per conferenze, convegni, buffet; una vila holywoodiana a PËstum». Non basta: «Venti tv al plasma; una ventinadi impianti stereo;decinedi ettori MP3; trenta celulari; Play Station; unadecinadi Pc,diciotto portatili». Non basta: «Oltre trecento paiadi scarpe: classiche, sportive, artigianali; che si fa faredai calzaturieri a Firenze, che va a prendere nele Marche; poi una serie infinitadi mocassini ila, viola, beige, marrone, nero, azzurro, indaco, testadi moro, celeste, blu cobalto, rosso,di pele,di camoscio,di velutino,di nappa,di coccodrilo. Certe erano eopardate, altre tigrate, fucsia, verde chiaro, verde bottiglia, verde pistacchio, verde piselo, amaranto, bianchedi Positano e bianchedi Capri». a mogliedi Vincent, Felicita, indossa «Versace a borsa; Armani il taileur;dolce&Gabbana a cintura; e scarpedi Alviero Martini, a spiladi Fendi nei capeli; il profumodi Calvin Klein; orecchini Guess; anelo Morelato» (e, naturalmente, sa tuttodi «attrici, attricette, veline, bonazzedi turno, troni e tronisti, Uomini edonne, Centovetrine»). Mentre «il ragazzo sapeva tuttodi Bobde Niro,di Mickey Rourke,di Joe Pesci,di Andi Garcia;di Quentin Tarantino,di Harvey Keitel edi Abel Ferrarû e, tuttavia, nela sua vita, nela sua avventurada film «non c’era Bruce ee. Non c’era Charles Bronson. E nemmeno ee Van Cleef. Non c’era Uma Thurman, non c’era Stalone, non c’eradouglas né c’era Travolta. Non c’era Angelina Jolie e nemmeno Mattdamon o Mattdilon, né Christofer Walken né Sean Penn». ’Infernapoli’ è questo facile e voluttoso catalogo, questo nula pienodi troppo.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788811683957
ISBN-10
8811683955
Titolo
InferNapoli
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 16.60
Il catalogodegli averi Tra insipienze incastrate e trabocchidi trama, emerge come sentore, poi vocazione, infine è pratica reiterata e seriale, ’ammiccante vuotagginedel’inventario, addizionedele addizioni,del’elencodi beni,del possesso macrovoluminosod’oggetti. Consuetudinedi questi nostri tempi-catalogo, in cui essere è avere per opposizione annulata, trova nel’opera suo simulacro e certame. Se ne offrono esempi. «Vincent Profumo possedeva: un pastificio nela zonadi Castelammaredi Stabia;due aziende che fornivano computer a enti pubblici, uffici, ospedali;diciotto appartamenti nel napoletano; seidistributoridi benzina; un cementificio;due sale bingo; vari vigneti nel salernitano; un’azienda vinicola con marchiodOC; un ristorante sula costiera amalfitana; unadecinadi macchine; uno yacht; a vilamasseriafortino al pËse; ’attico a via Caracciolo; migliaiadi ettaridi terreno; un castelo adibito con sale per conferenze, convegni, buffet; una vila holywoodiana a PËstum». Non basta: «Venti tv al plasma; una ventinadi impianti stereo;decinedi ettori MP3; trenta celulari; Play Station; unadecinadi Pc,diciotto portatili». Non basta: «Oltre trecento paiadi scarpe: classiche, sportive, artigianali; che si fa faredai calzaturieri a Firenze, che va a prendere nele Marche; poi una serie infinitadi mocassini ila, viola, beige, marrone, nero, azzurro, indaco, testadi moro, celeste, blu cobalto, rosso,di pele,di camoscio,di velutino,di nappa,di coccodrilo. Certe erano eopardate, altre tigrate, fucsia, verde chiaro, verde bottiglia, verde pistacchio, verde piselo, amaranto, bianchedi Positano e bianchedi Capri». a mogliedi Vincent, Felicita, indossa «Versace a borsa; Armani il taileur;dolce&Gabbana a cintura; e scarpedi Alviero Martini, a spiladi Fendi nei capeli; il profumodi Calvin Klein; orecchini Guess; anelo Morelato» (e, naturalmente, sa tuttodi «attrici, attricette, veline, bonazzedi turno, troni e tronisti, Uomini edonne, Centovetrine»). Mentre «il ragazzo sapeva tuttodi Bobde Niro,di Mickey Rourke,di Joe Pesci,di Andi Garcia;di Quentin Tarantino,di Harvey Keitel edi Abel Ferrarû e, tuttavia, nela sua vita, nela sua avventurada film «non c’era Bruce ee. Non c’era Charles Bronson. E nemmeno ee Van Cleef. Non c’era Uma Thurman, non c’era Stalone, non c’eradouglas né c’era Travolta. Non c’era Angelina Jolie e nemmeno Mattdamon o Mattdilon, né Christofer Walken né Sean Penn». ’Infernapoli’ è questo facile e voluttoso catalogo, questo nula pienodi troppo.