Il tè scivola freddo tra le dita mentre il riverbero della pioggia londinese cancella i contorni familiari di Pechino dai vetri appannati.
Il signor Ma Zeren e il figlio Ma Wei ereditano un negozio nella capitale britannica, scontrandosi con rigidi codici sociali e un sentimento di estraneità costante verso una nuova quotidianità.
La vetrina del negozio di antiquariato riflette volti sconosciuti in una Londra che appare ostile e magnetica, dove la gestione degli affari quotidiani diventa un labirinto di malintesi. Il reverendo Evans funge da bussola incerta in un mondo dai ritmi estranei, spingendo padre e figlio verso la pensione delle signore Wendell. L'incontro con queste donne innesca una serie di complicati legami affettivi.
Tutto è cambiato.
L'attrazione per le locandiere si intreccia alla difficoltà dell'integrazione a Londra, trasformando ogni cena domestica in un banco di prova per il proprio retaggio culturale. Le divergenze generazionali si sommano allo sradicamento, rendendo ogni tentativo di comunicazione un gesto goffo, privo di reciprocità. La casa diventa il centro di una silenziosa tensione psicologica dove la solitudine dell'uomo metropolitano emerge tra i silenzi e le convenzioni non dette, svelando un’inconciliabilità profonda tra i due Ma e la rigida società inglese che li circonda in un abbraccio soffocante.
Le ombre dei Ma si allungano nel salotto, segnate dalla consapevolezza di essere spettatori invisibili in una casa che non apparterrà mai loro.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa cinese del primo Novecento.
✔ Chi apprezza la letteratura dell'esilio e dell'identità.
Perché è diverso
L'opera ribalta la visione coloniale del tempo attraverso uno sguardo che umanizza i soggetti stranieri, mescolando ironia tagliente e introspezione lirica. La struttura narrativa cattura il contrasto tra le etichette sociali vittoriane e l'alienazione di un nucleo familiare cinese in cerca di un equilibrio impossibile.
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