Le pareti di peperino a picco sui torrenti e le pitture parietali di Tarquinia costituiscono il fulcro di questo reportage di viaggio intrapreso nell'aprile del 1927.
D.H. Lawrence documenta il pellegrinaggio compiuto insieme a Earl Brewster, muovendosi tra il museo di Villa Giulia a Roma e i siti di Cerveteri, Vulci, Volterra e Tarquinia. L'opera, pubblicata postuma nel 1932, trascende la mera cronaca geografica per articolare una critica radicale alla modernità e alla frammentazione organica della democrazia coeva. Attraverso l'analisi delle necropoli e della cultura etrusca, l'autore elabora un'articolata riflessione socio-politica sul mondo pre-romano contrapposta al disincanto della civiltà industriale, inquadrando l'eredità etrusca non come reperto archeologico, ma come antitesi alle dinamiche di alienazione dello spirito umano descritte in quegli stessi anni.
Per chi è
✔ Studiosi di letteratura inglese del XX secolo
✔ Lettori interessati alla saggistica di viaggio d'autore
Perché è diverso
Si distacca dalla letteratura di viaggio convenzionale trasformando la visita ai siti archeologici in un manifesto politico contro la modernità, basato sull'osservazione diretta del contesto paesaggistico e tombale dell'Etruria.
Dettagli Bibliografici
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