La scimitarra del boia brilla sotto la luce fioca, pronta a colpire al sorgere del sole per eseguire l'ordine implacabile di Shahriyar.
La figlia del visir Shahrazad sfida la condanna a morte narrando cicli infiniti di racconti, intessendo una trama di meraviglie per placare l'ira del re.
Il sovrano siede immobile mentre il racconto si dipana, sospeso tra il desiderio di giustizia e la curiosità verso mondi ignoti. Le trame si sovrappongono, portando il lettore dentro le rotte dell'Oceano Indiano di Sindbad, dove il mare inghiotte navi e destini in un soffio di vento salmastro. Ogni parola agisce come un velo che protegge la vita della giovane tessitrice di favole, trasformando l'oscurità della prigione in un palcoscenico di luci.
Tutto è sospeso.
Aladino strofina il metallo freddo della sua lampada, evocando potenze antiche tra vicoli polverosi e sfarzose regge d'Oriente. I pescatori svelano segreti prigionieri nei flaconi di rame, mentre dame dai volti celati attendono dietro pesanti portoni intagliati, lasciando che il mistero avvolga ogni angolo di questa narrazione stratificata. Le illustrazioni di Dulac fissano sulla carta la bellezza di quegli incontri proibiti e delle lande desolate, rendendo tangibile il confine tra la realtà del trono e l'immaginario dei racconti.
L'alba illumina i lineamenti del re, ancora incerto se riporre l'acciaio o lasciarsi sedurre dalla promessa di una nuova storia al calare del prossimo crepuscolo.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura classica persiana e araba.
✔ Appassionati di narrativa fiabesca di ambientazione orientale.
Perché è diverso
La struttura a incastro crea una narrazione circolare dove la voce del protagonista diventa l'unico elemento di difesa contro un destino segnato. L'integrazione delle tavole di Edmund Dulac trasforma il testo in un oggetto visivo che dialoga direttamente con la tradizione dell'illustrazione d'arte del primo Novecento.
Dettagli Bibliografici
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