Francis Bacon. "Quel che mi affascina in Bacon - come del resto in Giacometti - è che i suoi
quadri gridano presenza, in un modo assoluto. Una tela di Bacon è viva quanto
la vita stessa, esiste e si rivolge a noi con una potenza e un fascino senza
pari. Il problema autentico per un pittore consiste nel rappresentare la
natura colma di una vita autonoma, di una concentrazione vitale che si
riverberi sullo spettatore e conferisca all'opera una presenza reale più forte
di quella che può avere, ad esempio, un albero o una sedia. Certo, per far
questo, deforma. Ma un pittore come Bacon non deforma mai per vezzo, per
cercare, ad esempio, il mostruoso. Bacon non è un espressionista e le
deformazioni che fa subire alla figura umana non nascono neppure da una
finalità politica o religiosa. Bacon non polemizza, non vuol provare nulla.
[...] Breton ha scritto: "La bellezza sarà convulsiva o non sarà". Così è per
Bacon. Bacon ha capito che perché una figura esista in arte, la natura deve
esser violentata. La verità profonda non si rivela che al di là del
naturalismo. Cosa può esserci, d'altra parte, di più caotico del mondo in cui
viviamo, di più disperante della nostra specie minacciata di estinzione? Ma
Bacon non cerca di testimoniare tutto questo. Si limita a guardare il mondo
così com'è, e non può non dipingere quella che è la nostra verità profonda:
l'angoscia." (dalla conversazione tra Jean Clay e Michel Leiris)
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788884164155
ISBN-10
888416415X
Titolo
Francis Bacon
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2001
Collana
Pagine
144
Genere
Classificazione
Argomento
Punti Accumulabili