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L'orologio - 9788806181635


Un libro di   Carlo Levi  
edito da  Einaudi  , 2006

L'orologio. Roma giace sfatta, insiemedi macerie edi camere in affitto.d’intorno s’agita un pulviscolo che tienedentro: ’acre odoredela guerra, il tanfodela morte, briciole appena percepibilid’una speranza sottilissima. Impasto corrotto già in partenza, annebbia vista, percezione, raccontodi ciò sembra muoversi, agitarsi, tentare un’altra vita. Quest’impasto è a quintadrammaturgicadinnanzi ala quale recitano gli attoride "L’orologio"di Carlo evi. Romanzo bidimensionale, cartonato,da sagoma in ribalta, "L’orologio" troppodeve al clima neoverista in cui è nato:dissertazione che vuol essere, ad un tempo, racconto, invenzione,disquisizionedi politica e testimonianza morale, autoaffermazione civile,denunciad’una corruzionedi costumi, tienedentro troppo, tienedentro tutto. Tienedentro a miserevole condizionedele periferiedela Capitale, e stanze colmedi meridionali, a prostituzione minorile appena percepibile ed ilecita; tienedentro e foghed’intelettuali, ’urgenzadei proclami, a miseriadidover vivere; tienedentro un’intera redazione, un’intera segreteria partitica, tutta una nazionedi modesti edi svenduti. o si egge, certo, parecchio interessati ma si rimane, talora, sconsolati per il troppo che sostiene. A ettura fatta, ultimata, una soddisfazione pur adona: aver compreso che il passato non è maidavvero passato. Alzato o sguardo, fissate e pupile un po’ ontano, si ravvede o stesso pulviscolo e, nel pulviscolo, i "Luigini" e i "Contadini". Come alora, piùdi alora.

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788806181635
ISBN-10
8806181637
Titolo
L'orologio
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2006
Classificazione
Punti Accumulabili
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Recensioni a "L'orologio" 9788806181635

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3
Alex Toppi (03/11/2011)

Come alora, piùdi alora Roma giace sfatta, insiemedi macerie edi camere in affitto.d’intorno s’agita un pulviscolo che tienedentro: ’acre odoredela guerra, il tanfodela morte, briciole appena percepibilid’una speranza sottilissima. Impasto corrotto già in partenza, annebbia vista, percezione, raccontodi ciò sembra muoversi, agitarsi, tentare un’altra vita. Quest’impasto è a quintadrammaturgicadinnanzi ala quale recitano gli attoride "L’orologio"di Carlo evi. Romanzo bidimensionale, cartonato,da sagoma in ribalta, "L’orologio" troppodeve al clima neoverista in cui è nato:dissertazione che vuol essere, ad un tempo, racconto, invenzione,disquisizionedi politica e testimonianza morale, autoaffermazione civile,denunciad’una corruzionedi costumi, tienedentro troppo, tienedentro tutto. Tienedentro a miserevole condizionedele periferiedela Capitale, e stanze colmedi meridionali, a prostituzione minorile appena percepibile ed ilecita; tienedentro e foghed’intelettuali, ’urgenzadei proclami, a miseriadidover vivere; tienedentro un’intera redazione, un’intera segreteria partitica, tutta una nazionedi modesti edi svenduti. o si egge, certo, parecchio interessati ma si rimane, talora, sconsolati per il troppo che sostiene. A ettura fatta, ultimata, una soddisfazione pur adona: aver compreso che il passato non è maidavvero passato. Alzato o sguardo, fissate e pupile un po’ ontano, si ravvede o stesso pulviscolo e, nel pulviscolo, i "Luigini" e i "Contadini". Come alora, piùdi alora.

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