Le radici degli ulivi a Dolina si contorcono tra la polvere, assorbendo ogni parola sussurrata dai crepacci che squarciano la terra.
Mia Balestra trascorre l'estate lontano dall'ossessione professionale di sua madre, esplorando una gravina dove creature dimenticate e presenze ancestrali incrociano il suo cammino di crescita.
La casa di pietra in cui Mia viene confinata diventa il punto di partenza per incursioni nei cunicoli dove dimorano i bambini-bestia della gravina, esseri che comunicano attraverso silenzi antichi e gesti graffianti.
Tutto trema.
L'incontro ravvicinato con la donna-sirena costringe la bambina a confrontarsi con una realtà sommersa, dove il confine tra fiaba e verità geologica si sgretola sotto il peso di segreti mai dichiarati alla superficie. Mentre osserva la sua infanzia disfarsi tra le pietre calcaree, Mia scorge il vero volto del mutamento nel cuore oscuro di una voragine in espansione sotto Dolina, accettando infine di trasformarsi insieme al paesaggio che la circonda in un costante equilibrio tra lo stupore dell'ignoto e la necessità brutale di abbandonare le certezze infantili per sopravvivere allo strappo che definisce il suo divenire adulto.
Il buio profondo della terra trattiene il respiro, attento a ogni battito del cuore di Mia.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa fantastica contemporanea.
✔ Chi segue storie di formazione ambientate in contesti rurali.
Perché è diverso
La narrazione sovrappone il realismo di un rapporto madre-figlia difficile alla dimensione onirica di creature sotterranee, evitando il registro fiabesco puro in favore di una voce impertinente. L'ambientazione nella gravina trasforma il paesaggio in un protagonista attivo capace di condizionare la psicologia del cambiamento della protagonista.
Dettagli Bibliografici
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