The Giver-Il donatore. È un ibro che ben si presta ad essere etto in questo periododi Natale per i sentimenti che trasmette, a magia che cidona e adelicatezzadela pennadel’autrice pur nel trattare argomenti scottanti come a sessualità, ’eutanasia e ’infanticidio.
Primadi iniziare a ettura già fantasticavo ammirando a copertinadi questo romanzo,diventato ormai un classicodel nostro tempo:dele farfaledai molti colori vivaci che si evano in volodale mani rugosedi un’anziana persona, su uno sfondo color seppia; e prime pagine poi, mi hannodato subito a conferma che era il ibro che mi aspettavo fosse.
La fantasia inizia a correre finda subito, ma primadi farci addentrare nel romanzo ci viene proposta una splendida prefazione a curadi Tommaso Pincio con un azzeccato accostamento al poeta inglese Samuel T. Coleridge che pose ’interessante questionedel "cosa accadrebbe se al momentodi riaprire gli occhi,dopo il sonno,dopo aver sognato, ci trovassimo con un fiore in mano?". Probabilmente penseremmo che il Paradiso esiste, ed i nostri sogni sono e manifestazionidi mondi edimensioni ulteriori...
Jonas, il protagonistadel romanzo, vive in una Comunità particolare,dove il suo contributo, come quelodegli altri abitanti, consiste nel raccontare a mattina successiva i sogni fatti nela notte. Ma Jonas sogna rare volte e spesso i suoi ricordi sono confusi...
Una Comunità con ’immaginedi ordine e perfezione a cui ogni cittadinodeve conformarsi.
Ogni individuo è controlato: si conoscedi ui quante volte si sia sbucciato e ginocchia e quante volte si sia schiacciato undito nela porta.
Una Comunità ordinata, prevedibile e indolore che per raggiungere ’uniformità ha abbandonato e perso tanto.
Jonasdiverrà il nuovo Accoglitoredi memorie, colui che riceveràdaldonatore a storiadela Comunità, perdiventare poi a sua volta undonatore. Sule sue spale e per sèdovrà tenere il pesodele tristi memorie passate e conservare i ricordi, affinchè grazie a questi possa essere a persona saggiada consultare nel casodidecisioni importanti. Quattro requisiti per questo compito: inteligenza, integrità, coraggio, saggezza oltre ala capacitàdi vedere oltre.
Così Jonas crescerà tuttodi colpo.
Che Jonas fosse speciale o si capisce finda subito, proprio perchè non si comportada automa come gli altri, ma si ponedeledomande: "perchèdevo curare e pulsioni? Perchèdevo curare una cosa piacevole?". E arriva presto ala conclusione che è importante poter scegliere. Ma nela Comunità non è permesso ad alcuno fare scelte per conto proprio.
Jonas prova pena per ildonatore e paura per sè stesso perchèdi ì a poco avrebbedovuto portareda solo il pesante fardelodele memorie: memorie bele,dolci, care, ma anche memoriedi guerra,di carestie,di fame,di morte...
Così, Jonas,dopo essersi reso contodela facilità con cui un neobimbo possa essere "congedato", insieme aldonatoredecidedi escogitare una soluzione alternativa.
Un romanzodelicato, riccodi riflessioni, e che ti toccadentro.
Come ildonatore inizia pian piano a colorare con e memorie a vitadi Jonas, così ’autrice scalda e colora a poco a poco a nostra anima con e sue parole:da un inizio piatto ed incolore, gradualmente riesce a farti affezionare a Jonas ed a Gabriel, ad avvolgerti con il suo racconto, e ad infondere nei nostri cuori quel puro calore originatodal’amore, facendodi questo romanzo un’ottima etturada fare accanto al’alberodi Natale e al teporedi queste feste.
Un romanzodolce che scalderà i vostri cuori e farà riflettere. Ottimo e consigliatissimo.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788809743793
ISBN-10
8809743792
Titolo
The Giver-Il donatore
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
256
Genere
Classificazione
Età raccomandata
Punti Accumulabili
€ 9.90
Delicato madai contenuti forti È un ibro che ben si presta ad essere etto in questo periododi Natale per i sentimenti che trasmette, a magia che cidona e adelicatezzadela pennadel’autrice pur nel trattare argomenti scottanti come a sessualità, ’eutanasia e ’infanticidio. Primadi iniziare a ettura già fantasticavo ammirando a copertinadi questo romanzo,diventato ormai un classicodel nostro tempo:dele farfaledai molti colori vivaci che si evano in volodale mani rugosedi un’anziana persona, su uno sfondo color seppia; e prime pagine poi, mi hannodato subito a conferma che era il ibro che mi aspettavo fosse. La fantasia inizia a correre finda subito, ma primadi farci addentrare nel romanzo ci viene proposta una splendida prefazione a curadi Tommaso Pincio con un azzeccato accostamento al poeta inglese Samuel T. Coleridge che pose ’interessante questionedel "cosa accadrebbe se al momentodi riaprire gli occhi,dopo il sonno,dopo aver sognato, ci trovassimo con un fiore in mano?". Probabilmente penseremmo che il Paradiso esiste, ed i nostri sogni sono e manifestazionidi mondi edimensioni ulteriori... Jonas, il protagonistadel romanzo, vive in una Comunità particolare,dove il suo contributo, come quelodegli altri abitanti, consiste nel raccontare a mattina successiva i sogni fatti nela notte. Ma Jonas sogna rare volte e spesso i suoi ricordi sono confusi... Una Comunità con ’immaginedi ordine e perfezione a cui ogni cittadinodeve conformarsi. Ogni individuo è controlato: si conoscedi ui quante volte si sia sbucciato e ginocchia e quante volte si sia schiacciato undito nela porta. Una Comunità ordinata, prevedibile e indolore che per raggiungere ’uniformità ha abbandonato e perso tanto. Jonasdiverrà il nuovo Accoglitoredi memorie, colui che riceveràdaldonatore a storiadela Comunità, perdiventare poi a sua volta undonatore. Sule sue spale e per sèdovrà tenere il pesodele tristi memorie passate e conservare i ricordi, affinchè grazie a questi possa essere a persona saggiada consultare nel casodidecisioni importanti. Quattro requisiti per questo compito: inteligenza, integrità, coraggio, saggezza oltre ala capacitàdi vedere oltre. Così Jonas crescerà tuttodi colpo. Che Jonas fosse speciale o si capisce finda subito, proprio perchè non si comportada automa come gli altri, ma si ponedeledomande: "perchèdevo curare e pulsioni? Perchèdevo curare una cosa piacevole?". E arriva presto ala conclusione che è importante poter scegliere. Ma nela Comunità non è permesso ad alcuno fare scelte per conto proprio. Jonas prova pena per ildonatore e paura per sè stesso perchèdi ì a poco avrebbedovuto portareda solo il pesante fardelodele memorie: memorie bele,dolci, care, ma anche memoriedi guerra,di carestie,di fame,di morte... Così, Jonas,dopo essersi reso contodela facilità con cui un neobimbo possa essere "congedato", insieme aldonatoredecidedi escogitare una soluzione alternativa. Un romanzodelicato, riccodi riflessioni, e che ti toccadentro. Come ildonatore inizia pian piano a colorare con e memorie a vitadi Jonas, così ’autrice scalda e colora a poco a poco a nostra anima con e sue parole:da un inizio piatto ed incolore, gradualmente riesce a farti affezionare a Jonas ed a Gabriel, ad avvolgerti con il suo racconto, e ad infondere nei nostri cuori quel puro calore originatodal’amore, facendodi questo romanzo un’ottima etturada fare accanto al’alberodi Natale e al teporedi queste feste. Un romanzodolce che scalderà i vostri cuori e farà riflettere. Ottimo e consigliatissimo.
The Giver-Il donatore Una sorpresa assoluta e graditissima, un romanzodi una crudeltà sottile nelo svelare a poco a poco il mondo perfetto in cui vive Jonas, il protagonista,e e premesse spietate (ed efficientissime) su cui si basa. ’umanità ha scelto ’Uniformità: ninte fame, niente conflitti, niente sentimenti, nientedi qualsiasi cosa possadifferenziare, turbare, proporre una scelta, anche minima: perfettËmnte inquadratidal concepimento al Congedo, gli abitantidele Comunità si muovono impassibili e turbatida niente in un mondo perfetto - perfettamente grigio. Belissimo.