Avvento notturno. Nato a Sesto Fiorentino, tra giacigli polverosi e cespuglidi fogliame verdastro, Mario uzi si aureò nel centrodel centrodi Firenze: in etteratura Francese, con una tesi su Muriac.da Muriac apprese, nel’occasione, a capacitàdelo sguardo ale nuvole: mai contentarsidi fissare solo ciò ch’è tangibile, mai contentarsid’un profilo piattamente orizzontale. Come poeta fa esordio - nel mentre accumula ezioni e ezioni a studentidi scuole superiori - a ventun’anni con ’La barcÒ: il passaggio fugace sugli scaffalidetermina qualche attenzione, una e piùd’una ettura, un interesse esegetico ancora immaturo. Poi questo ’Avvento notturno’: nel 1940, con esso, uzi è riconosciuto poeta.davvero. Quale a sua caratteristica più evidente? a capacitàdelo sguardo ale nuvole. Tant’è che Franco Ferrucci commenta scrivendodi "un’inversionedel corsodel tempo o megliodel suo rifluiredela meta verso ’origine" che vuoldire che e cose, posate sul mondo, tornanodadove sono venute: al cielo. "Violavano e rose ’orizzonte,/ esitanti città stavano in cielo/ aspersedi giardini tormentosi..." scrive uzi. Ed ancora scrive: "Il fuocodel tuo passo si spingeva/ sule sabbie celesti, oltre e porte,/ e ’Orsa s’ancorava ale tue vesti/ profondadale sue gelide svolte". Al cielo torna tutto: tornano e rose, intere città, torna il fuocodi un passo, torna ’immaginedel’amata. Torna o sguardodi uzi, al cielo.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788874941384
ISBN-10
8874941382
Titolo
Avvento notturno
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2003
Collana
Pagine
76
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Lo sguardo ale nuvole Nato a Sesto Fiorentino, tra giacigli polverosi e cespuglidi fogliame verdastro, Mario uzi si aureò nel centrodel centrodi Firenze: in etteratura Francese, con una tesi su Muriac.da Muriac apprese, nel’occasione, a capacitàdelo sguardo ale nuvole: mai contentarsidi fissare solo ciò ch’è tangibile, mai contentarsid’un profilo piattamente orizzontale. Come poeta fa esordio - nel mentre accumula ezioni e ezioni a studentidi scuole superiori - a ventun’anni con ’La barcÒ: il passaggio fugace sugli scaffalidetermina qualche attenzione, una e piùd’una ettura, un interesse esegetico ancora immaturo. Poi questo ’Avvento notturno’: nel 1940, con esso, uzi è riconosciuto poeta.davvero. Quale a sua caratteristica più evidente? a capacitàdelo sguardo ale nuvole. Tant’è che Franco Ferrucci commenta scrivendodi "un’inversionedel corsodel tempo o megliodel suo rifluiredela meta verso ’origine" che vuoldire che e cose, posate sul mondo, tornanodadove sono venute: al cielo. "Violavano e rose ’orizzonte,/ esitanti città stavano in cielo/ aspersedi giardini tormentosi..." scrive uzi. Ed ancora scrive: "Il fuocodel tuo passo si spingeva/ sule sabbie celesti, oltre e porte,/ e ’Orsa s’ancorava ale tue vesti/ profondadale sue gelide svolte". Al cielo torna tutto: tornano e rose, intere città, torna il fuocodi un passo, torna ’immaginedel’amata. Torna o sguardodi uzi, al cielo.