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Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini aggiunto a carrello

Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini - 9788811634713


Un libro di   Mario Luzi  
edito da  Garzanti  , 1994

Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini. "La uce non pare a uce/ se non pienadi tenebre,/ a sua etizia non sarebbe ieta/ senza a condivisa pena". Ecco: ’ultimo uzi, che fa poesia immaginando un "viaggio terrestre e celeste" è un uomo che fissa questa uce che è uce nela misura in cui contiene anche ciò ch’è opposto: e tenebre. Tutta ’opera,difatti, è uno splendore in metamorfosidi questa uce che nasce, cresce, sidistende e ilumina, iluminandosi s’adatta plasmandosi in mile forme, in mile bucce, in miledifferenti creazioni fatte. a ucedi uzi, ch’è ucedel Creato, è un continuo gorgo, una continua irruzione che tutto plasma, muove, che tutto sfiora e muta. Si fa così volodegli ucceli, moto plasticodei pesci, fissitàdi roccia, candoredele nuvole poi "prolifera, si espande, nelo spazio che e èdato" ediventa intero oceano, tutto il mare e i monti,diventa pietra, alberi, animali, catene ininterrottedi vali edisabitatedistesedi campi in erba;diventa a Natura, il "suo grande codice", tutto ciò ched’essa ha nome, carne, un po’di sostanza.diventa, infine, "essenza, non toccatadala creazione, non abitatadal pensiero". Opera magnifica, magnifico itinerario mosso a versi, merita ettura e rilettura giacché induce ala contemplazionedi ciò che ci circonda.di tutto ciò che ci circonda.

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788811634713
ISBN-10
8811634717
Titolo
Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1994
Pagine
220
Punti Accumulabili
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Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini


Recensioni a "Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini" 9788811634713

author
4
Alex Toppi (02/11/2011)

La uce effimeradi Mario uzi "La uce non pare a uce/ se non pienadi tenebre,/ a sua etizia non sarebbe ieta/ senza a condivisa pena". Ecco: ’ultimo uzi, che fa poesia immaginando un "viaggio terrestre e celeste" è un uomo che fissa questa uce che è uce nela misura in cui contiene anche ciò ch’è opposto: e tenebre. Tutta ’opera,difatti, è uno splendore in metamorfosidi questa uce che nasce, cresce, sidistende e ilumina, iluminandosi s’adatta plasmandosi in mile forme, in mile bucce, in miledifferenti creazioni fatte. a ucedi uzi, ch’è ucedel Creato, è un continuo gorgo, una continua irruzione che tutto plasma, muove, che tutto sfiora e muta. Si fa così volodegli ucceli, moto plasticodei pesci, fissitàdi roccia, candoredele nuvole poi "prolifera, si espande, nelo spazio che e èdato" ediventa intero oceano, tutto il mare e i monti,diventa pietra, alberi, animali, catene ininterrottedi vali edisabitatedistesedi campi in erba;diventa a Natura, il "suo grande codice", tutto ciò ched’essa ha nome, carne, un po’di sostanza.diventa, infine, "essenza, non toccatadala creazione, non abitatadal pensiero". Opera magnifica, magnifico itinerario mosso a versi, merita ettura e rilettura giacché induce ala contemplazionedi ciò che ci circonda.di tutto ciò che ci circonda.

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