Il fischio metallico del treno squarcia l'aria gelida mentre i vagoni piombano nel buio del 1944.
Primo Degano ripercorre i frammenti della propria esistenza, tra le radici carniche e la polvere di Aigues-Mortes, verso la tragedia del Vajont.
Nato tra la caccia agli stranieri nel sud della Francia, Primo costruisce la propria identità aderendo a un nazionalismo rigido che lo spinge lontano dalle origini familiari. L'eredità del nonno, avvolta nel mistero, diventa una ossessione costante che modella ogni suo passo attraverso gli anni della Grande Guerra e il fascismo.
Tutto svanisce.
La ricerca delle tracce dell'antenato si intreccia con i sommovimenti di un secolo feroce, culminando nel disastro che segna il confine ultimo della sua intera parabola esistenziale. Tra le pieghe di una indagine storica su Aigues-Mortes, il protagonista affronta il peso delle proprie scelte mentre le ombre del passato si fondono con la catastrofe che distrugge la valle.
Questa ricostruzione biografica sul Vajont rivela una trama costruita su geometrie esoteriche, dove ogni errore individuale si riflette fatalmente sulla Storia collettiva, spogliando il protagonista di ogni illusione di controllo sulla propria sorte finale.
Sulle cime silenziose del Vajont, le risposte cercate per anni si dissolvono definitivamente nell'acqua e nel fango.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica del Novecento europeo.
✔ Chi apprezza le biografie segnate da eventi catastrofici.
Perché è diverso
Il testo intreccia la micro-storia individuale con l'esoterismo, sovrapponendo la figura del protagonista alla struttura simbolica del pentacolo. La narrazione evita la cronaca pura, preferendo collegare il vissuto di un emigrato alle grandi rotture geografiche e politiche del secolo breve.
Dettagli Bibliografici
